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Quando il piccolo Quentin non era ancora Mr.Pulp

Posted on 24 Gennaio 202631 Marzo 2026 By Lucio Celot

Q.Tarantino, Cinema Speculation (2023)

Alla sua seconda prova da scrittore dopo la novelisation di C’era una volta a…Hollywood del 2021, il ragazzo terribile (da poco sessantenne) del cinema postmoderno si presenta al lettore nella veste di critico cinematografico. Intendiamoci: Cinema speculation è quanto di più lontano si possa immaginare dal classico testo accademico di critica cinematografica; nelle quattrocento e passa pagine del libro Tarantino non rinuncia mai allo spirito iconoclasta che lo contraddistingue, facendo letteralmente a pezzi alcuni mostri sacri del cinema ed elargendo lodi sperticate a registi e/o titoli sconosciuti ai più, quasi riscrivendo la storia della Settima Arte dagli anni sessanta in poi.

Cinema speculation trasuda d’amore, un amore nato quando il piccolo Quentin aveva più o meno sette anni e la madre lo portava nelle sale del Sunset Boulevard, a Hollywood, a vedere i doppi spettacoli che proiettavano film “da grandi”, la Trilogia del dollaro di Leone, Il Padrino, Il braccio violento della legge, Butch Cassidy, e dove il futuro regista capiva poco di quello che vedeva ma si divertiva come un matto (cazzo, se era eccitante!) e iniziava a sentire nomi come Scorsese, Coppola, Siegel, Peckinpah, Schrader…Le prime pagine sono un autentico amarcord che ci racconta la voracità insaziabile del giovane Quentin che va alla ricerca delle sale dove rivedere i film che lo hanno divertito (ancora non esistevano le cassette e i videoregistratori, per quelli bisogna aspettare l’inizio degli ’80), che racconta entusiasta le trame ai suoi basiti e stupefatti compagni di scuola e inizia a coltivare il mito di Steve McQueen dopo avere visto Bullitt di Peter Yates.

Un ritratto di Mr.Pulp

Il libro è scandito da capitoli che portano il titolo dei film che hanno segnato la vocazione e la formazione di Tarantino, Getaway! di Peckinpah, il già citato Bullitt, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Siegel, Un tranquillo weekend di paura di Boorman, Hardcore di Schrader, giusto per citarne solo alcuni; ma tutto il testo è un continuo corpo a corpo con i pesi massimi del cinema hollywoodiano degli ultimi cinquant’anni, da Martin Scorsese con Taxi driver (rilettura in chiave contemporanea e metropolitana di Sentieri selvaggi di John Ford), alle sceneggiature di Paul Schrader, all’estetica della violenza del Mucchio selvaggio di Sam Peckinpah, a Brian De Palma che si propone come  l’Hitchcock della New Hollywood, a Stallone e alla saga di Rocky (amatissima e apprezzatissima dal Nostro, anche se solo fino al secondo film): e dove Tarantino mostra una raffinata e profonda capacità di analisi del testo cinematografico, senza risparmiare critiche feroci anche ai suoi stessi miti di gioventù. Film visti e rivisti decine di volte, script passati al setaccio, discutibili scelte di casting e interventi disastrosi dei produttori…la conoscenza che Tarantino ha della storia e dei meccanismi produttivi di Hollywood, lui che non ha mai frequentato neppure a distanza un corso di regia, è impressionante, per non parlare del numero incalcolabile di pellicole che ha visto da quand’era bambino (fulminante la risposta della madre quando Quentin le chiede perché lo porta a vedere film per adulti: Quentin, mi preoccupa di più se vedi i telegiornali. Un film non può farti male!) e di cui conserva memoria, fin nei minimi dettagli (l’indice dei film citati è di ventuno pagine!).

Una sequenza da Bullitt (1968), uno dei film più amati da Quentin Tarantino

Il tutto viene raccontato con un linguaggio che non rinuncia, quando serve, ai tecnicismi ma che non disdegna né il political incorrect né un sano e liberatorio turpiloquio per enfatizzare gli entusiasmi o le idiosincrasie dell’autore: una frase come Rocky accetta di tornare sul ring perché ha un fottuto bisogno di soldi! non la trovate in un manuale di cinema in un corso universitario. Insomma, che altro aggiungere? Leggete il libro, è Tarantino!!!

Q.Tarantino, Cinema speculation, La Nave di Teseo 2023

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