Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

Spinoza, o della psicanalisi

Posted on 23 Aprile 202623 Aprile 2026 By Lucio Celot

I.Yalom, Il problema Spinoza (2012)

Irwin Yalom è uno psichiatra e psicoterapeuta californiano. Prima de Il problema Spinoza, ha scritto altri due romanzi, La cura Schopenhauer e Le lacrime di Nietzsche, nei quali le vite dei due grandi pensatori dell’Ottocento sono rivisitate alla luce della pratica psicanalitica. Stavolta Yalom è andato ancora oltre, mettendo in relazione la teoria spinoziana delle passioni direttamente con la psicanalisi; anzi, facendo di Spinoza l’inconsapevole antesignano di quella disciplina.

Il romanzo gioca su due livelli spazio-temporali: quello di Amsterdam negli anni che vanno dal cherem comminato a Spinoza fino alla morte del filosofo (1677) e quello della Germania tra il 1910 e il processo di Norimberga, protagonista Alfred Rosenberg, l’ideologo del regime hitleriano, autore del Mito del XX secolo, il testo che insieme al Mein Kampf costituisce il pilastro dell’antisemitismo nazista. E’ proprio Rosenberg a sollevare il problema Spinoza: come è possibile che il più grande tra i Tedeschi, l’immenso Goethe, l’ispiratore della grande Germania, considerasse l’ebreo Spinoza come un punto di riferimento spirituale e culturale imprescindibile? Davvero, come riportano le biografie, Goethe passò un anno intero con l’Etica in tasca, trovandone conforto e calma interiore? E ancora: come poté un ebreo essere saggio e coraggioso come Spinoza di fronte alla condanna per eresia e al bando dalla comunità? Perché è così difficile, persino per un ariano, leggere l’Etica?

Baruch Spinoza (1632-1677)

A capitoli alternati, Yalom segue i destini di due uomini che hanno riflettuto a lungo, in modo anche drammatico, sul ruolo delle passioni nella propria vita e sulle strategie interiori con cui le hanno affrontate. Così, dopo il bando, seguiamo Bento (non più Baruch) Spinoza nei suoi incontri furtivi con Franco (personaggio fittizio, destinato nel romanzo a diventare un illuminato rabbino della comunità ebraica di Amsterdam), durante i quali le discussioni prendono sempre più la fisionomia di una psicoterapia, in cui i ruoli di paziente e medico vengono continuamente scambiati tra i due: proprio grazie a questo continuo confronto Spinoza approfondisce e chiarisce la teoria delle passioni che costituisce la gran parte dell’Etica.

Allo stesso modo, ma con esiti altalenanti, Alfred Rosenberg deve fare i conti con la propria posizione all’interno delle gerarchie del Partito nazionalsocialista: il suo libro, presente obbligatoriamente in ogni scuola e biblioteca del Reich, è illeggibile, la sua prosa contorta e involuta, lo stesso Hitler lo ha scagliato a terra dopo averne letto qualche pagina. Tutti lo comprano ma nessuno lo legge. Rosenberg soffre di depressione non solo per l’evidente incomprensione di cui è fatto segno (i due ricoveri in clinica cui fa riferimento Yalom sono documentati storicamente), ma anche per la freddezza e il distacco progressivi con cui Hitler lo tratta: dopo i primi entusiasmanti anni di lotte, dalla fondazione del partito al putsch di Monaco fino alla vittoria alle elezioni, Hitler preferisce circondarsi di uomini meschini e ignoranti come Goering o Goebbels. L’analista-amico che lo segue, il dottor Pfister (altro personaggio inventato da Yalom), tenta di curare le depressioni di Rosenberg proprio attraverso la dottrina spinoziana delle passioni, cui lo stesso paziente riconosce la grandezza, salvo poi, in momento di illusoria esaltazione, rinnegare l’operato del medico, accusato di “praticare una scienza ebraica”.

Lo scrittore e psicoterapeuta Irvin Yalom

“Fare della ragione una passione”: Yalom torna più volte sulla fondamentale scoperta spinoziana, su quello che Antonio Banfi, nelle sue lezioni sull’Etica, chiamava “l’eroismo del pensiero” di Spinoza. Eroismo perché il rifiuto di qualsiasi forma di trascendenza implica a sua volta il rifiuto della paura e della speranza, le due passioni che vanno combattute senza esitazioni perché nemiche della condizione di libertà cui dobbiamo necessariamente aspirare. Libertà dall’aquila ancipite del potere, quello politico e quello religioso: e non c’ è dubbio che Spinoza, ebreo colto, educato e istruito alla luce della Torah e degli altri testi sacri del giudaismo, abbia dimostrato il pacato coraggio della ragione; libertà dalle forme di schiavitù dovute alle passioni incontrollate come quelle che rodono e consumano Rosenberg, talmente pieno di sé che persino davanti ai giudici di Norimberga non solo non rinnegherà nulla del proprio passato ma ribadirà, in preda ad una vera e propria febbre ideologica, il proprio ruolo essenziale nella costruzione della macchina totalitaria. La fine è nota: Rosenberg verrà impiccato insieme ad altri nove criminali, tra cui Goering e von Ribbentrop.

La serena semplicità del filosofo di Amsterdam, la fede esaltata dello pseudo-filosofo del Reich: solo l’attento discernimento del posto che occupiamo nell’ordine relazionale del cosmo stabilisce la differenza tra l’autentica felicità e la folle adorazione di nuovi dei.

I libri di Irvin Yalom:

La cura Schopenhauer, Neri Pozza 2005;

Le lacrime di Nietzsche, Neri Pozza 2006;

Il problema Spinoza, Neri Pozza 2012

le storie lette libri Baruch SpinozafilosofiaIl problema SpinozaIrvin YalomletteraturaLucio Celot

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

le storie lette

Polemos vs Polis. “Il Signore delle Mosche” tra Omero, Hegel e Arendt

Posted on 16 Marzo 202616 Marzo 2026

W.Golding, Il Signore delle Mosche (1953) La serie tv Il Signore delle mosche è una buona occasione, per chi ancora non l’avesse fatto, per leggere il romanzo di William Golding da cui Sky ha prodotto l’omonima miniserie in quattro episodi disponibile dal mese di febbraio. Occasione da non perdere, tanto più perché…

Read More
le storie lette

Tango satanico sull’orlo dell’Apocalisse

Posted on 3 Gennaio 202613 Aprile 2026

L.Krasznahorkai, Satantango (1985) “Per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte”: così l’Accademia di Svezia ha motivato il conferimento del Nobel per la Letteratura 2025 all’ungherese László Krasznahorkai, classe 1954, autore di otto romanzi e di altrettante raccolte di racconti, tutti…

Read More
graphic

L’Odissea di Manara, o della nostalgia del Padre

Posted on 5 Gennaio 202610 Gennaio 2026

M.Manara, Odissea (2025) Le straordinarie avventure di Ulisse, raccontate dal vecchio centauro, hanno per Telemaco la consistenza dei sogni, di visioni oniriche e favolose. Non sono mostrate in modo dettagliato e realistico, ma evocate attraverso il filtro del sogno e del Mito. Sensualità, eleganza, raffinatezza del tratto: sono queste le…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa
  • Eravamo quattro amici a Mitsuba
  • Dark Winds, dal Western al “Native Noir”
  • Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!
  • Spinoza, o della psicanalisi
  • La postdemocrazia è un buon analgesico
  • Dal trauma cosmico, solo una nuvola di possibili
  • C’è del metodo in questa smemoratezza

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene H.P.Lovecraft Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Stranger Things Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes