S.King – P.Straub, La casa del buio (2001)
aspettando Other Worlds Than These:
Trilogia del Talismano – 2
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Mondi e mondi gli ruotano intorno,
mondi nei mondi e altri mondi accanto a loro
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Questo è Jack Sawyer, vent’anni dopo,
ormai adulto, e tornato infine nei Territori
Sono passati quasi vent’anni dall’avventura del Talismano, Jack Sawyer è diventato un apprezzato poliziotto di Los Angeles, nel frattempo il mondo non solo non è migliorato ma sta andando sempre peggio: in più, Jack ha dimenticato tutto del suo viaggio nei Territori alla ricerca del talismano con cui era riuscito a salvare sua madre e sconfiggere il perfido Morgan di Orris. Ormai adulto, Jack vuole ritirarsi dal lavoro, benché ancora giovanissimo, e crede di trovare il luogo adatto a French Landing, nel Wisconsin, dove qualche anno prima ha aiutato la polizia locale a catturare e arrestare un pericoloso omicida. Qui, però, un Jack riluttante è coinvolto nelle indagini su un serial killer che rapisce e uccide brutalmente i bambini della contea: soprannominato il Pescatore, è in realtà un’emanazione malefica e ributtante del Re Rosso, l’entità malvagia che, prigioniera nella Torre Nera, utilizza alcuni bambini del nostro mondo dotati di poteri extrasensoriali per abbattere i Vettori che tengono ancora in piedi la Torre, il centro del multiverso che tiene insieme gli infiniti mondi che costituiscono il cosmo.
La Casa del Buio è, oltre che una crime story che sconfina nell’horror e nel dark-fantasy, un tassello importante nella saga della Torre Nera, l’opus magnum che contiene e da cui si irradia tutta la produzione del Re, nella quale Jack Sawyer avrà – forse? – un ruolo fondamentale nel terzo e ultimo libro della trilogia del Talismano in uscita il prossimo 6 ottobre, Other Worlds Than These (nel player qui sotto, King ne legge le prime pagine in anteprima)
Il mondo di Jack, il nostro mondo, la tranquilla contea di Coulee, i negozi, le case, le strade, la stessa aria che si respira nel paesino di French Landing sono in disfacimento: è l’impressione che King vuole dare al lettore nelle prime pagine del romanzo, nelle quali con una carrellata cinematografica a volo d’angelo presenta tutti i luoghi e i comprimari della storia. Certo, c’è il senso di inquietudine e di incertezza dovuto alla presenza del serial killer che imperversa orribilmente, ma c’è qualcosa di più: la percezione di un mondo sull’orlo di un abisso che si intuisce ma non si comprende chiaramente, un’aria pesante, una sensazione di crollo imminente che alcuni individui più dotati e sensibili come Judy Marshall, madre del giovane Tyler, avvertono e che li portano a impazzire. Ma non è un’impressione, il Mondo è davvero prossimo a crollare su se stesso e a trasformarsi in una perenne Oscurità, e le efferatezze del Pescatore ne sono, per così dire, un effetto collaterale: solo che l’epicentro del disastro incombente è altrove, in quelli che il Jack dodicenne chiamava Territori ma che sappiamo essere, in realtà, il Medio Mondo delle peregrinazioni di Roland Deschain, l’Ultimo Pistolero alla ricerca della Torre Nera. Come sa ogni Fedele Lettore, quella della Torre Nera è un’autentica cosmologia che si basa sull’idea del multiverso: gli infiniti mondi e le infinite dimensioni di cui è costituito il cosmo sono tenuti insieme da un centro, una sorta di umbilicus mundi che è, appunto, la Torre Nera, l’asse portante attorno a cui tutto ruota. La Torre è sostenuta da sei Vettori, “tiranti” cosmici che assicurano la stabilità dell’essere. Nella Casa del Buio, la vecchia conoscenza di Jack, Svelto Parker, rivela che negli ultimi due secoli del nostro tempo, i Vettori sono minacciati dall’influenza nefasta del Re Rosso, quintessenza del Male, che rapisce e schiavizza bambini e giovani del nostro mondo con capacità psicocinetiche per usarli come Frangitori, distruttori delle sei linee di energia che collegano il Tutto al Centro. E poiché al multiverso “ontologico” corrisponde un multiverso “narrativo”, ecco spiegato perché La Casa del Buio assume un ruolo particolarmente importante nell’intera produzione di King e perché tutti i lettori che hanno apprezzato la Saga della Torre sono in attesa del terzo volume del Talismano.

Nel Talismano King e Straub hanno raccontato la scoperta degli Altri Mondi, nella Casa narrano del pericolo che essi corrono; là Jack era un dodicenne spaventato che scopre la propria identità, qui un adulto che la deve ritrovare e ricomporre; nel Talismano Jack attraversa i mondi per salvare sua madre, nella Casa attraversa la propria memoria per ritrovare se stesso. Il finale, che arriva del tutto inaspettato, apre a Jack nuove prospettive esistenziali e affettive: riuscirà Jack Viaggiante a difendere i Mondi dal disfacimento cosmologico che li minaccia? Il prossimo sei ottobre avremo la risposta, nel frattempo non dimentichiamoci che – forse – esistono altri mondi oltre a questo, e che c’è un nesso tra tutti i mondi possibili. Siamo piccoli, non siamo al centro di niente eppure ogni cosa è connessa.
Stephen King e Peter Straub, La Casa del Buio, Sperling&Kupfer 2001

