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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

Eravamo quattro amici a Mitsuba

Posted on 12 Maggio 202631 Maggio 2026 By Lucio Celot

Reunion – Silent Truth (Giappone 2026)

Diciamola tutta: non è facile imbattersi in una serie tv crime che meriti la fatica di una recensione. Le trame sono più o meno le stesse; le sceneggiature (fatta eccezione per qualche “buco” che sfugge alla writing room e rovina il finale) abbastanza solide; le ambientazioni, pur varie quando non addirittura esotiche, poco aggiungono alla trama e, infine, i personaggi sono più o meno stereotipati e prevedibili. Insomma, visti scorrere i titoli di coda dell’ultimo episodio, a meno di un finale bene escogitato o di un magistrale colpo di scena (davvero raro) la serie è già caduta nel dimenticatoio insieme a tutte le altre “senza infamia e senza lode”.

            Segnalo, allora, la bella sorpresa che è stata Silent Truth, produzione recentissima che viene dal Giappone e disponibile in lingua originale sottotitolata su Netflix, un crime che non punta solamente sui meccanismi consueti del poliziesco ma la cui forza sta nell’approfondimento psicologico dei quattro protagonisti, tutti legati tra loro da un segreto che li lega fin da quando, ancora bambini, sono stati testimoni di un crimine. Junichi, Makiko, Keisuke e Naoto sono un quartetto di piccoli amici che si recano nella foresta vicino alla loro città, Mitsuba (nei pressi di Tokyo), dove si aggira un rapinatore braccato dalla polizia, che ha già ucciso un uomo durante le fasi concitate della rapina. Dopo avere udito alcuni colpi di pistola, trovano il cadavere del padre di Keisuke, un poliziotto apparentemente ucciso proprio dal rapinatore, colpito a sua volta dalla pistola del tutore dell’ordine. I quattro, prima che l’allarme venga dato, si impadroniscono della pistola del poliziotto e la seppelliscono in una “capsula del tempo” nel giardino della loro scuola, destinata a essere chiusa e abbattuta: un gesto che deve suggellare la loro amicizia prima di una separazione che terrà alcuni di loro lontani dalla città per ventitrè anni fino a quando Junichi, diventato un detective, ritorna proprio a Mitsuba dove il fratello di Naoto è stato ucciso con la pistola che non sarebbe mai dovuta essere disseppellita. Per Junichi, che deve tenere ben separato l’affetto che ancora lo lega agli amici (in particolare a Makiko, la ragazza di cui era innamorato da bambino) dal dovere professionale, inizia un’indagine che porterà alla luce tragici segreti e colpe inconfessabili ma anche la possibilità, per tutti i protagonisti, di una redenzione e di una nuova vita libera da segreti, omissioni e bugie. Perfino Nara, l’abilissima detective inviata dai piani alti a guidare l’indagine, un autentico mastino non privo di una sua originalità caratteriale, non è lì per caso, anche lei ha un segreto che la lega ai fatti di ventitrè anni prima…

Il cast della serie

I nove episodi di Silent Truth non raccontano solo una storia di delitto e castigo ma indagano gli effetti devastanti e incontrollabili di segreti troppo a lungo custoditi, sia pure a fin di bene, da ognuno dei quattro protagonisti, che già nel primo episodio incontriamo alle prese con l’irruzione della violenza, del male e del lutto nelle loro giovanissime vite: il gesto di seppellire e sottrarre alle autorità la “pistola fumante”, la prova che avrebbe dato alle loro vite una direzione diversa, è una forma di rimozione e di negazione che inevitabilmente, come ogni rimosso, torna prepotentemente alla luce in età adulta. L’omicidio del fratello di Naoto, un ambiguo e viscido poco di buono che pure ha un ruolo nello sviluppo della vicenda, ha la funzione di innescare in Junichi un processo “analitico” che significherà per il detective liberarsi da un paralizzante senso di colpa che gli impedisce di vivere rapporti sociali e affettivi “normali” (da questo punto di vista, e sia pure alla lontana, la serie ricalca l’idea alla base dell’hitchcockiano Io ti salverò) e di potere finalmente esprimere senza più inibizioni i propri sentimenti. E poi: perché Naoto vuole a tutti i costi assumersi la colpa del delitto quando tutte le prove sembrano convergere su Makiko? perché Junichi si lava compulsivamente le mani ad ogni piè sospinto? perché Keisuke, ex marito di Makiko da quattro anni, non vuole dirle che si è risposato e in attesa di un figlio? perché Makiko dice di volere chiudere definitivamente i conti con Hideyuki (il morto ammazzato)? perché Nara è così ossessivamente convinta che solo quanto successo ventitrè anni prima sia la sola chiave che permetterà di risolvere il caso? Il segreto, la bugia, il non detto, il legame mai reciso con la nostra infanzia: Silent Truth scava nella memoria e nei sensi di colpa e l’indagine vera, quella che conta, porta ad una resa dei conti di tipo morale. La “ricomposizione” finale, che nel caso di una struttura crime è quella dell’ordine costituito infranto dal delitto, è qui quella di una frattura tutta interiore, emotiva che si esprime poco nelle parole ma, piuttosto, nei gesti, nei silenzi, nelle posture dei corpi, in una recitazione che lavora sulla sottrazione e sull’immobilità (bravissimo Ryoma Takeuchi, l’attore che interpreta il tormentato Junichi, capace allo stesso tempo di illuminanti sorrisi e improvvise sofferenze psico-fisiche).

Come Dovere/Vergogna, un’altra riuscita serie noir dove si parla di colpa e redenzione, anche Reunion – Silent Truth colpisce per l’equilibrato mix di azione e introspezione e per la trama tutta giocata sulla sospensione tra dovere e tormento. È qui che il dorama mostra di appartenere ad una categoria altra rispetto agli stessi prodotti occidentali contemporanei: niente sensazionalismo, niente accumuli di colpi di scena, una regia che indugia su spazi e corridoi vuoti, autentici “paesaggi dell’anima”, e su primi piani intrisi di silenzi e esitazioni. Quando il crime ha un volto umano, scoprire la verità può essere molto, molto doloroso…

Reunion – Silent Truth (id.), Giappone 2026

Stagione 1 (ep.1-9)

Distribuzione: Netflix

le storie viste serie Tv crimeLucio CelotNetflixSilent Truth

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