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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

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Se la morte è un mistero, la sepoltura è un segreto

Posted on 2 Gennaio 202626 Aprile 2026 By Lucio Celot

S.King, Pet Sematary (1983)

Il romanzo di King è un meraviglioso ritratto di famiglia e anche il libro più spaventoso che abbia mai scritto…Brillante, ponderato, acuto, King non è mai stato un artista tanto umano come qui.

(“Publishers Weekly”)

Un’opera di qualità tale da trascendere il genereper diventare un testo letterario indimenticabile sulla morte e sul lutto

(“The Portsmouth Herald”)

Quando l’ho terminato, l’ho infilato in un cassetto.

(SK)

C’è molto di autobiografico in questo che è uno dei più riusciti e terrificanti romanzi del Re: in un’intervista del 2006 King ricorda la casa di Orrington nel Maine dove abitava con i figli ancora piccoli, la strada dove sfrecciavano i camion (“una scala mobile mortale per animali randagi”), il cimitero degli animali, la piccola Naomi che piangeva perché rivoleva indietro Smucky, il suo gatto morto, il seppellimento dell’animale nel piccolo cimitero, il figlio Owen di due anni salvato dal padre da un camion che stava per investirlo…C’è tutto questo e (ovviamente) molto di più in Pet Sematary, romanzo del 1983, così cupo e pessimista che lo stesso King confessò di averlo messo in un cassetto al termine della stesura e di avere pensato di pubblicarlo, come aveva già fatto con altri romanzi, col nom de plume di Richard Bachman; questioni legali di contratto e presunte penali da versare all’editore, nonché la pressione dei lettori, convinsero invece King ad una rapida riscrittura e alla pubblicazione in tempi rapidi con la Doubleday, la casa editrice dei maggiori successi dello scrittore di Bangor. E, in effetti, Pet Sematary è stato candidato al World Fantasy Award come migliore romanzo del 1984.

            La “triste maratona” della storia vede protagonisti la famiglia di Louis Creed e la moglie Rachel, freschi trasferiti in una casa nel Maine con la figlioletta Ellie, il piccolissimo Gage e il gatto Church. Il vicino di cui fanno la conoscenza, l’anziano Jud, li ammonisce sul pericolo rappresentato dalla statale che passa proprio davanti alla loro casa, percorsa quotidianamente da autoarticolati e auto che sfrecciano velocissimi. Jud fa anche visitare alla famigliola il cimitero degli animali che si trova poco lontano, dove i bambini del circondario sono soliti seppellire i loro animaletti domestici quando muoiono, perlopiù uccisi sulla statale. Jud, come tutti gli abitanti del piccolo centro, è anche depositario di un incredibile e sconcertante segreto: a qualche miglio di distanza dal cimitero degli animali ce n’è un altro, circondato e protetto da una foresta abitata da un’inquietante presenza soprannaturale, che si trova sul territorio che un tempo era dei nativi Micmac. Qui Jud guida Louis quando l’amato Church viene investito da un camion: gli fa seppellire la bestiola, gli dice di tornare a casa e di accettare con occhi nuovi quello che succederà. E quello che succede è che Church la mattina dopo ricompare a casa Creed come se non fosse mai morto: solo che non sembra più lui, è lento, goffo, si diverte sadicamente a smembrare i corpi degli altri animali che gli vengono a tiro e, soprattutto, puzza. Puzza di decomposizione e morte. Lasciamo al lettore immaginare cosa passerà per la testa del povero Louis quando a morire straziato dalle ruote di un autoarticolato sarà il piccolo Gage. Le ultima cinquanta pagine di questo romanzo sono implacabili, il ritmo è quasi insostenibile e il finale…beh, il finale è quanto di più macabro, terribile e oscuro si possa pensare dell’umana natura e, ovviamente, non dirò sulla trama una parola di più.

Il Re nel vero cimitero degli animali di Orrington, 1982 (fonte: ranker.com)

Il pessimismo antropologico di King trova in Pet Sematary un’altra straordinaria incarnazione in Louis, il padre che non riesce a fare fronte al dolore della perdita e che, lui medico, si affida ciecamente alla fede nel soprannaturale pur conscio che, aperta quella porta, il Male farà il proprio ingresso nel nostro mondo. Le pagine più belle di Pet Sematary sono quelle che seguono la morte del piccolo Gage e raccontano, con un’empatia che colpisce il cuore del lettore, cosa passa per la testa di un padre e di una madre che perdono un figlio in tenerissima età: l’orrore, lo sconcerto, l’incredulità, lo sconfinamento nella follia, l’impossibilità della rassegnazione e dell’oblio, il rimpianto e i rimorsi. Davvero, sono pagine bellissime e commoventi, degne del grande scrittore che King sa essere nei suoi momenti migliori. Certo, non mancano le sequenze horror da manuale che ci aspettiamo di trovare nelle storie del Re: i rumori e le voci nella foresta che Louis attraversa per compiere la sua empia opera di seppellimento, il figlio “ritornante” ridotto a strumento del Male, la granguignolesca ecatombe finale nonché l’ultima pagina, espressione dell’incapacità dell’uomo di fare tesoro dei propri fallimenti. Un libro sulla morte, la perdita, il lutto e la resurrezione della carne: ma non c’è speranza in un aldilà, solo il rumore di passi che si avvicinano e il tocco di una mano gelida. Quando il Re lo vuole, sa colpire davvero molto basso…

S.King, Pet Sematary (id.), Sperling & Kupfer 2025

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