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Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!

Posted on 26 Aprile 202628 Aprile 2026 By Lucio Celot

S.Snyder, R.Albuquerque, S.King et al.,

American Vampire (2020-2025)

***

Ecco come i vampiri non dovrebbero essere:

investigatori pallidi che bevono Bloody Mary

e lavorano solo di notte;

gentiluomini del sud con pene d’amore;

ragazze teenager anoressiche;

ragazzi-giocattolo con grandi occhi acquosi.

Come dovrebbero essere?

Assassini, tesoro.

(S.King, Succhia questo, in A.V.#1)

Era ora: dopo gli esangui e decadenti vampiri di Anne Rice (da Intervista col Vampiro in poi) e dopo le creature della notte da soap opera adolescenziale (e ormonale) della saga di Twilight di Stephenie Meyer, dal 2020 la Panini Comics ha portato a termine la pubblicazione di American Vampire, il graphic novel di Scott Snyder che ha finalmente ridato al mito della creatura succhiasangue tutta la sua originaria carica simbolica e archetipica1. Premiato come migliore esordiente proprio per American Vampire, Scott ha lavorato come sceneggiatore sia per la DC Comics/Vertigo che per la Marvel (ha scritto storie di Iron Man, Batman, Swamp Thing) ma la storia di Skinner Sweet, il vampiro americano capostipite di una nuova razza, è la sua prima serie regolare. E indovinate a chi si è rivolto quando ha avuto bisogno di un soffietto editoriale per la quarta di copertina della prima uscita? Ovvio, al Re in persona, Stephen King, che però non si è limitato a scrivere due righe di promozione ma ha proposto a Snyder di scrivere insieme a lui le storie delle origini di Skinner che riempiono il primo volume della Vertigo (d’altra parte, i Fedeli Lettori del Re sanno bene che all’intramontabile mito del Conte transilvano King ha dedicato Le Notti di Salem, in assoluto uno dei più riusciti omaggi letterari alla creatura di Stoker).

Scott Snyder con alcuni albi di cui è autore

Chi è Skinner Sweet? È un vampiro che ha poteri superiori a quelli dei “carpaziani” europei (i discendenti diretti di Dracula, il Nosferatu “non-morto” di Bram Stoker) poiché può camminare alla luce del sole senza esserne incenerito, si muove più velocemente, è più resistente rispetto ai suoi simili provenienti dal Vecchio Continente, è vulnerabile solo all’oro (i paletti di frassino non gli fanno nulla…) ma si indebolisce nelle notti di luna piena quando diventa più facile ucciderlo; insomma, rappresenta uno stadio successivo nell’evoluzione delle creature della notte. Scopriamo, così, che anche i Vampiri, non diversamente da noi umani, sono in perenne lotta tra di loro per la supremazia nel mondo; e Skinner Sweet, un fuorilegge originario del vecchio e selvaggio West divenuto vampiro suo malgrado, attraversa tutta la storia d’America dall’800 fino alla metà degli anni ’70 vendicandosi di quelli che lo hanno condannato alla nuova condizione di non-morto e combattendo contro la “casta” della primigenia stirpe vampirica europea che vorrebbe sterminare quelli come lui: Pearl Jones, un’aspirante attrice nella Hollywood degli anni ’20 riportata in vita dallo stesso Skinner dopo essere stata attaccata da un gruppo di vampiri-produttori cinematografici (!!!) e Calvin Poole, ex soldato durante la guerra nel Pacifico, vittima delle persecuzioni razziali in quanto di colore. I tre sono coadiuvati, non senza comprensibili attriti, dal gruppo dei VSM, i Vassali della Stella del Mattino, un’organizzazione di cacciatori di vampiri che, tra un massacro e l’altro, tenta anche di trovare delle cure farmacologiche contro il vampirismo.

Skinner Sweet in una delle sue “rinascite”

American Vampire è uno sguardo disilluso e feroce sull’America di oggi, sui “nuovi vampiri” che dominano le nostre vite, è il resoconto di una guerra darwiniana la cui posta in gioco è la sopravvivenza in un’età in cui crisi economiche, guerre, conflitti sociali, razzismo e xenofobia si succedono senza soluzione di continuità ad opera di lobbies di affaristi senza scrupoli e uomini politici che rendono “nero” il cuore d’America e d’Europa. Skinner Sweet è il nichilista anarchico, anticonformista e anti-sistema che affronta le dinamiche cospirative e neoliberiste del XX secolo, quel lato oscuro dell’energia dell’America che, come scrive Stephen King nell’introduzione al primo volume, è sì inesauribile ma fatta anche di “una fame avida, incontrollabile per denaro e potere”. Ripresa post-moderna del mito aristocratico, American Vampire è disegnato dal brasiliano Rafael Albuquerque in chiave decisamente horror, con profluvi di sangue, mutilazioni e tutto il macabro che ci si può aspettare da una storia di vampiri; ma è anche un crossover tra vari generi, dato che le vicende di Skinner e compagni non sono ambientate in un unico contesto storico ma attraversano spazi e tempi diversi cui corrispondono anche scelte stilistiche diverse per quanto riguarda il segno grafico (nel primo volume, le storie parallele di Skinner e Pearl, scritte da King e Snyder); inoltre, niente spazi bianchi tra le vignette, spesso sovrapposte (vedi sotto), e frequenti splash-pages (vignette a tutta pagina, come quella più sopra).

Pearl Jones si sforza di avere una vita “normale” ma…
Il “pulp western” delle origini di Skinner Sweet

La saga di American Vampire si chiude con “1976”, una mini serie di nove numeri raccolti in volume unico in cui ritroviamo Skinner e Pearl negli USA degli anni ’70, quelli della paranoia post-Watergate e del crollo della fiducia dell’americano medio nei confronti dell’establishment politico, quando l’America deve ripensare se stessa, ricostruirsi un’identità e raccogliere i frammenti dispersi di una democrazia in crisi: era il 1976, giusto cinquant’anni fa. Visti i tempi, non sarebbe poi così strano se Skinner Sweet, nell’anno domini 2026, pensasse di tornare a farci visita…

S.Snyder, R.Albuquerque, S.King et al., American Vampire, Panini Comics, DC Black Label Omnibus, 2 voll. comprendenti tutti i numeri, le storie antologiche e “1976”

***

Per qualche notizia in più sulla trama e sulla storia editoriale del graphic novel:

https://www.sciacalloelettronico.it/index.php/encicomix/articoli/423-american-vampire

https://www.lospaziobianco.it/american-vampire-alba-nuovo-predatore-americano/

***

Al tenebroso Conte e a tutte le sue numerose declinazioni letterarie, cinematografiche e televisive è dedicato il numero di “Linus” di luglio 2025

  1. Non che le serie tv non ci abbiano già pensato: cito al volo “The Strain” di Del Toro e “Midnight Mass” di Flanagan ↩︎

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