S.King- P.Straub, Il Talismano (1984)
aspettando Other Worlds Than These:
Trilogia del Talismano – 1
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Anche la più breve sbirciatina nei Territori
disperde ogni fiducia nell’onniscienza degli scienziati
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“Loro usano le arti magiche
come noi usiamo i principi della fisica”
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Il risultato è un libro che non ha
né la voce di King né quella di Straub
bensì un timbro nuovo reso possibile
da un’attenta collaborazione.
(G.Beham, Il Grande Libro di SK)
Il prossimo 6 ottobre uscirà anche in Italia l’ultima fatica del Re, Other Worlds Than These, terzo e ultimo tassello della trilogia del Talismano; e allora rinfreschiamoci la memoria con qualche parola sul primo libro della serie che, come i due che seguono, sono stati scritti a quattro mani da King e dal “collega” e amico di vecchia data Peter Straub, altro grandissimo autore di romanzi horror (suo l’imperdibile Ghost Story del 1979). In verità, Straub è morto nel 2022 ma ha lasciato tra le proprie carte un dettagliato piano preparatorio per il romanzo conclusivo della trilogia che King ha poi scritto.

Il Talismano non assomiglia a nulla di quello che King aveva scritto fino a quel momento, ad eccezione del primo capitolo della saga della Torre Nera (L’Ultimo Cavaliere), iniziata nel 1970 e portata a termine nel 2003 (con cui, peraltro, la trilogia ha rapporti molto stretti). Si tratta di un dark fantasy che certamente spiazzò le aspettative dei fan ma nonostante ciò vendette quasi un milione di copie in due mesi: la combinazione di fantasy, horror e sci-fi intrigò i lettori, che invece dei consueti riferimenti a Lovecraft o a Poe si trovarono di fronte a settecento pagine i cui numi tutelari sono, piuttosto, Twain, Tolkien e Il Mago di Oz. Il Talismano è la storia della quête di Jack Sawyer, un bambino di dodici anni, orfano di padre, che per salvare la madre gravemente malata di cancro deve viaggiare attraverso l’America alla ricerca di un misterioso oggetto, il Talismano, pura essenza benigna nascosta nell’Albergo Nero, che può miracolosamente guarire la madre. Il viaggio di Jack, che il padre soprannominava, non senza motivo, “Viaggiante”, è una missione epica che avviene non soltanto attraverso l’America degli anni ’80 ma anche lungo una sorta di doppio distopico e malato degli States che sono i cosiddetti Territori, una versione monarchico-feudale post apocalittica (forse a causa di un conflitto o un test nucleare) degli USA in cui l’uso della magia e l’esistenza dei licantropi sono fatti assodati e considerati normali; inoltre, nei Territori, popolati anche da mostruosi esseri mutanti, vivono i Gemellanti, i doppi degli abitanti del nostro mondo, che possono muoversi agevolmente – “flippare”, come dice il giovane Jack – tra un mondo e l’altro. E qualche Gemellante non ha buone intenzioni sia nei confronti dei Territori, di cui vuole a tutti i costi avere il controllo assoluto, sia nei confronti del povero Jack che, suo malgrado, porta il soffio del Bene in quelle terre corrotte e malate. Come si vede, c’è molto della saga della Torre Nera con l’idea di fondo del multiverso e della possibilità di emigrare da una dimensione all’altra. Ma quella dei mondi comunicanti è, come si suole dire, tutta un’altra storia e un’altra mitologia…
Come ho già avuto modo di dire qui a proposito di It, buona parte della prima produzione del Re è tutta imperniata su temi legati all’infanzia, all’adolescenza e al trauma del passaggio alla vita adulta: Il Talismano non fa eccezione, siamo di fronte ad un bildungsroman in cui il protagonista è costretto a crescere in fretta e a mettersi in viaggio in una waste land che non è solo geografica ma soprattutto psicologica, fatta di scelte laceranti e drammatiche, incontri con la violenza degli adulti, morte e perdita. Il sodalizio con Lupo, il licantropo “buono”, la ritrovata amicizia con Richard, vecchio compagno di classe e il conflitto con l’Uomo Nero sono i tre snodi principali di una trama costruita attraverso la struttura della fiaba iniziatica che non disdegna il gotico e l’horror (fino a sconfinare nel gore). Al termine del suo viaggio, Jack torna cambiato, ha scoperto che attraversare una “soglia” non significa solo mettersi in cammino ma anche mettersi in gioco e diventare qualcun altro; in fondo, i Territori (magia e licantropi a parte) non sono poi così diversi dal nostro mondo ma consentono al piccolo Jack di capire chi è e chi sta diventando. Lo ritroveremo, adulto, protagonista del secondo romanzo della trilogia, La Casa del Buio (2001).
“Ci sono altri mondi oltre il nostro”: fiaba morale, primo tassello della Grande Mitologia kinghiana, porta aperta sull’incrocio di mondi, destini e doppi, Il Talismano è un romanzo molto più importante di quanto possa sembrare nell’ormai più che cinquantennale bibliografia del Re del Maine…
Stephen King e Peter Straub, Il Talismano, Sperling&Kupfer 2014

