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Dark Winds, dal Western al “Native Noir”

Posted on 2 Maggio 202619 Maggio 2026 By Lucio Celot

Dark Winds (USA 2022-2026)

Prodotta da George R.Martin (proprio lui, l’autore della saga del Trono di Spade) e Robert Redford (che appare in un brevissimo cameo nella terza stagione), Dark Winds è una serie tratta dai romanzi di Tony Hillerman ambientati nei cosiddetti “Four Corners”, una vastissima area a cavallo di Colorado, Utah, Arizona e New Mexico abitata prevalentemente da Nativi della nazione Navaho che vivono nelle riserve. Tanto per capirci, l’area comprende anche la Monument Valley (considerata sacra dai Navaho), la regione dove John Ford ha girato buona parte dei suoi western.

I Four Corners e le Nazioni dei Nativi

La serie crime racconta le vicende della Polizia Tribale Navaho di Kayenta che ha il compito di vigilare su un’area di 70.000 km quadrati abitata da nativi delle riserve: il capo, il tenente Joe Leaphorn, è affiancato dal sergente Bernadette Manuelito e alla coppia si aggiunge tra la prima e la seconda stagione anche un altro nativo, Jim Chee, agente dell’FBI sotto copertura che ritroverà le proprie radici dopo avere abbandonato la riserva da bambino. Le quattro stagioni, pur mantenendo la consueta continuità orizzontale per quanto riguarda le vite private e affettive dei protagonisti (l’amore tormentato tra Jim e Bernadette, la vita coniugale di Joe e la moglie Emma, i rapporti complicati e tesi tra le famiglie della riserva) raccontano ognuna altrettanti casi criminosi ma va detto che il lato più interessante della serie rimane lo spaccato della società Navaho con i suoi riti sciamanici, la sua spiritualità profonda, il sacro rispetto per gli anziani della comunità. Inoltre, e anche questa è una componente non secondaria della serie, tutti i personaggi, anche quando vestono un uniforme e rappresentano l’autorità della legge, devono fare i conti con il razzismo nemmeno troppo strisciante dei bianchi, siano essi colleghi di lavoro o gente comune che incrocia la strada di Leaphorn durante le indagini: la serie spinge il pedale sul binomio orgoglio/segregazione, l’etica del lavoro e il rigoroso codice morale che muove i personaggi non impedisce loro di sentirsi e di essere considerati comunque cittadini americani di serie B. Legge e Giustizia sono ben distanti e, anzi, la prima sembra esistere per negare ai nativi la seconda. Dark Winds, come viene bene evidenziato qui da Michele Manfrin, racconta la brutalità della colonizzazione del far-west, quella passata che si ripercuote ancora nel presente. Lo sguardo è, appunto, non più quello dell’uomo bianco ma quello di chi assume su di sé, suo malgrado, il peso iniquo della Storia. Il western classico ci ha abituato alle magnifiche vedute della Monument Valleycome sfondo per il racconto del “mito della frontiera”, dell’eroismo dei coloni fondatori della “più grande democrazia occidentale” (e dirlo oggi fa un po’ ridere…ma giusto per non piangere): in Dark Winds le formazioni rocciose del Colorado Plateau assumono invece il ruolo di una sorta di “promemoria critico”, di testimoni mute e impassibili di un genocidio che ancora negli anni ’70, quando è ambientata la serie, costringeva le donne Navaho alla sterilizzazione forzata; Emma, la moglie di Jim, è un’ostetrica suo malgrado testimone di quell’orrore. Insomma, Dark Winds può essere considerata una serie tv a suo modo “revisionista”, come lo sono stati film come Piccolo grande uomo (1970), Soldato blu (1970), Gli spietati (1992).

La Monument Valley con le sue iconiche formazioni rocciose

Per la presenza di elementi sciamanico-sovrannaturali che le conferiscono in alcune sequenze un’atmosfera che vira verso il perturbante, Dark Winds è stata anche definita un “True Crime delle Riserve”: la depositaria delle tradizioni e delle credenze Navaho è Bernadette, colei che più degli altri percepisce i “venti oscuri” che si abbattono sulla comunità, il Male che giunge a corrompere l’armonia del Cosmo e delle relazioni umane. Succedono cose strane a Kayenta e dintorni, soprattutto se sei stato a contatto con il cadavere di una vittima di omicidio o se la sospettata è una sciamana capace di farti avere le allucinazioni: è allora che Bernadette ti invita ad allontanarti dalla comunità e a sottoporti ad un rito di purificazione oppure a portare addosso come amuleto un sacchetto di erbe per scacciare gli spiriti cattivi. Pragmatica e spirituale allo stesso tempo, il sergente Manuelito incarna la ricerca dell’equilibrio tra tradizione e modernità, così come il rapporto tra Leaphorn e Chee mette in luce il conflitto intergenerazionale tra chi rimane legato alle proprie radici e chi ha tentato di liberarsene.

I tre protagonisti della serie: da sin. Joe Leaphorn, Bernadette Manuelito, Jim Chee

Dark Winds, alla fine, si fa apprezzare per ciò che veramente è, un noir dalle trame avvincenti in cui i labirinti notturni delle grandi metropoli sono sostituiti dagli spazi assolati della Monument Valley, dove è altrettanto facile perdersi e rischiare di non ritrovarsi più.

Il trailer ufficiale della prima stagione

Dark Winds (id.), USA 2022-2026

Stagioni 4 (ep.1-28)

Distribuzione: Netflix

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