G.Méliès, Viaggio sulla Luna (1902) Una certa vulgata, ormai superata, sulle origini della Settima Arte, contrapponeva le realistiche “vedute animate” dei fratelli Lumière al “cinema delle attrazioni” di Georges Méliès, un’autentica “fabbrica delle illusioni” costruita in studio, con fondali dipinti a mano e, soprattutto, con l’utilizzo di quelli che oggi…
Mese: Gennaio 2026
“Rashomon”, quando l’Europa scoprì un altro cinema
A.Kurosawa, Rashomon (1950) Quando, nel 1951, Rashomon vinse il Leone d’Oro a Venezia, il cinema orientale, e quello giapponese in particolare, erano considerati in Europa rappresentativi di una cultura esotica e lontana dal gusto occidentale; l’anno dopo, l’Academy gli assegna l’Oscar come migliore film straniero. Cos’era successo nell’arco di due…
Zelig, l’uomo che voleva essere tutti gli uomini
W.Allen, Zelig (1983) Un’opera che vale più di dieci saggi di storia del Novecento. La trama del film, anzi del mockumentary, di Allen è nota: tra gli anni ’20 e ‘30 a New York fa scalpore la vicenda di un uomo, Leonard Zelig (Woody Allen), affetto da una strana malattia…
“The Tramp” è un pericolo pubblico per i benpensanti d’America
C.Chaplin, Tempi Moderni (1936) Massificazione e alienazione dell’individuo, critica dei dispositivi di controllo biopolitico, ribellione e sconfitta: il Novecento, il secolo delle masse e del fordismo, è già tutto in nuce nel profetico film di Chaplin Modern Times, l’ultimo in cui compare la maschera del Vagabondo, the Tramp, qui alle…
Che eversivi quegli scherzi di natura!
T.Browning, Freaks (1932) Mostro, mostrare: due parole che hanno lo stesso etimo (secondo il Devoto-Oli). Non solo il “mostro”, “l’Altro” per essere riconosciuto come tale deve “mostrarsi” ed essere visibile ma, se è vero che è nella natura umana essere attratta e fascinata irresistibilmente dall’orrido, allora si può facilmente comprendere…
Lacrime nere: benvenuti nell’abisso liquido di “Dark Water”
Hideo Nakata torna, con Dark Water, sul tema che aveva già affrontato in Ringu, quello del fantasma vendicativo di una bambina e lo fa, esattamente come per il film che racconta la storia di Sadako, ispirandosi ad un racconto di Kōji Suzuki nel quale una madre da poco separata, Yoshimi,…
Oh dolce Asami, lato oscuro del Giappone…
T.Miike, Audition (1999) Tutto il Giappone è solo *** *** Takashi Miike, ovvero: dell’eccesso e dello spiazzamento. Regista cult a casa sua e qui in occidente, Miike è un Maestro riconosciuto del cinema di genere, in particolare l’horror e lo yakuza movie. Audition (dal romanzo del “genio del male” Ryū…
Japanese Ghosts from Internet
K.Kurosawa, Pulse-Kairo (2001) Ho già fatto altrove qualche accenno alla tradizione giapponese del kwaidan, le storie di fantasmi (gli yokai) e demoni che, sempre presenti nella cinematografia nipponica (Racconti della luna pallida d’agosto, Kwaidan, Onibaba), hanno ritrovato nuova linfa nel J-horror, il genere che ha maggiormente contribuito non solo al…
Spie, Capitani e tradimenti: una storia dalla diaspora vietnamita
V.T.Nguyen, Il Simpatizzante (2015) Vincitore del Pulitzer 2016, Il simpatizzante è un libro che va letto non fosse altro che perché nell’aprile dello scorso anno ricorrevano i cinquant’anni dalla sconfitta degli americani in Vietnam, una storica disfatta iconicamente rappresentata dalla celebre immagine dell’elicottero sul tetto di un edificio della CIA…
“Il miglior libro sulla guerra del Vietnam”
M.Herr, Dispacci (1977) Suoni, voci, rumori, corpi, impressioni, orrori: questo e altro ancora è Dispacci, il reportage di Michael Herr, inviato dalla prestigiosa rivista “Esquire” tra il 1967 e il 1969 a seguire l’andamento della “sporca guerra” americana nel sud-est asiatico. A cinquant’anni dalla tragica conclusione della fallimentare avventura a…
