Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

In Medioriente nulla è come sembra…

Posted on 12 Marzo 202612 Marzo 2026 By Lucio Celot

La ragazza di Oslo (Norvegia-Israele 2021)

Fa un certo effetto seguire gli episodi de La ragazza di Oslo proprio nei giorni in cui il conflitto israelo-palestinese e la guerra contro l’Iran sta toccando l’ennesimo apice di violenza e distruzione: il proditorio attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la risposta di Israele che ha messo a ferro e fuoco Gaza City provocando un eccidio di massa, l’apertura dei fronti libanese e iraniano rappresentano, oggi, il drammatico bagno di realtà che la coproduzione norvegese e israeliana di cinque anni fa aveva – in parte – solo immaginato per dare vita ad una fiction ambientata in quelle tormentate terre. Ostaggi, tunnel, bombardamenti, rapimenti, impotenza e ambiguità della politica, incursioni clandestine dentro e fuori la striscia di Gaza, opportunismo e dolore: il tutto viene raccontato attraverso il fil rouge del tradimento.

            In primis, il tradimento degli accordi di Oslo del 1993, la causa remota che fa da detonatore alla vicenda: nonostante la stretta di mano tra Rabin e Arafat sotto l’occhio soddisfatto e vigile di Clinton a Washington, le speranze di pace tra i due popoli suscitate da quegli accordi (che prevedevano il ritiro parziale dai Territori dell’esercito israeliano e l’istituzione dell’ANP che avrebbe dovuto governare la Cisgiordania e la Striscia di Gaza nonché rinunciare alla violenza e riconoscere lo stato di Israele) furono presto frustrate dall’espansione di insediamenti israeliani nei Territori, dall’assassinio di Rabin, dal massacro di Hebron del 1994 e dal rifiuto di Hamas di riconoscere il diritto all’esistenza dello stato ebraico. Tanto in Israele quanto in Palestina la fiducia nei confronti degli accordi crollò.

Washington, 1993: Rabin e Arafat siglano con una stretta di mano gli accordi diplomatici di Oslo

A Oslo, nei giorni frenetici e convulsi delle trattative, l’israeliano Arik e la norvegese Alex, entrambi diplomatici, si incontrano e hanno una breve relazione, da cui nasce una figlia, Pia. Entrambi hanno già una famiglia e Alex decide di tenere nascosta la vera paternità di Pia tanto ad Arik quanto al marito Karl. Quasi trent’anni dopo, Pia, ormai adulta, viene a conoscenza della verità e, in un momento di forte tensione con Karl e Alex, decide di andarsene in Israele per conoscere il padre biologico, nel frattempo diventato ministro dell’intelligence israeliana. Pia, insieme ad una coppia di fratelli israeliani conosciuti durante il viaggio, viene però rapita da una cellula dell’Isis mentre si trova nel Sinai: da questo momento inizia un complicato e ambiguo gioco a quattro tra i rapitori, l’intelligence israeliana, Hamas e i familiari dei rapiti, in cui il ricatto e il tradimento sono le armi usate per uscire dalla drammatica impasse tra Gaza, Gerusalemme e Oslo, dove anche Karl sarà coinvolto come avvocato in una trama oscura che riguarda un detenuto sospettato di fare parte dell’Isis.

            Tutti tradiscono tutti: Alex tradisce la buona fede di Akir; Ali tradisce Bashir, il capo di Hamas; Yussef, figlio di un’infermiera di Gaza, tradisce il gruppo dell’Isis di cui è entrato a fare parte; Bashir tradisce Yussef dopo che gli ha promesso il perdono; Akir tradisce il proprio paese infrangendo i protocolli di sicurezza; Karl tradisce Selma, il sicario di Hamas che gli promette la salvezza di Pia…nessuno può fidarsi di nessuno, lo scenario politico e umano della vicenda è desolante e disumano, l’impotenza della politica e della diplomazia la fa da padrona e non resta che l’azione individuale, inevitabilmente destinata al fallimento nel groviglio di egoismo, fanatismo e opportunismo in cui la questione israelo-palestinese si è impantanata ormai da decenni. Aldilà della conclusione (quasi) felice della storia (che prende spunto dal rapimento realmente avvenuto di una norvegese ad opera di un gruppo di beduini), delle suggestive location desertiche (con tanto di tempesta di sabbia) e delle prove convincenti degli attori, è la complicazione generata dall’intreccio tra dimensione pubblica e privata il segno distintivo di una serie non proprio memorabile che avrebbe potuto approfondire di più lo scenario politico mediorientale e che manca di momenti di autentica tensione che tengano lo spettatore attaccato allo schermo. Insomma, niente di nuovo (anzi, qualcosa in meno) rispetto a prodotti come 24 o Homeland: è andata sprecata un’occasione per coinvolgere e sensibilizzare lo spettatore medio in questioni che in questi giorni sono tornate drammaticamente alla cronaca.

La ragazza di Oslo (Børtfort)

Stagione 01 (ep.1-10)

Distribuzione: Norvegia-Israele 2021. Disponibile su Netflix

le storie viste serie Tv La ragazza di OsloLucio CelotMediorienteNetflixspy-story

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

cinema

Meglio cattivi ma liberi di scegliere

Posted on 14 Aprile 202614 Aprile 2026

S.Kubrick, Arancia Meccanica (1971) La storia di Arancia meccanica è nota: in una Londra distopica e corrotta, il giovane Alex, protagonista e narratore, guida una banda dedita a “ultraviolenza, stupro e Beethoven”. Arrestato dopo uno dei suoi crimini, diventa la cavia della “cura Ludovico”, un trattamento sperimentale che dovrebbe impedirgli di compiere…

Read More
le storie viste

Quant’è analogico il CSI di New Delhi!

Posted on 20 Febbraio 202627 Febbraio 2026

Delhi Crime (India 2019) Nel 2012 una terribile vicenda scosse nel profondo gli abitanti di Nuova Delhi e le forze di polizia della città, notoriamente piuttosto pigre, se non negligenti, nel mantenere l’ordine in una megalopoli che conta diciassette milioni di abitanti: una ragazza fu violentata e gravemente ferita da…

Read More
cinema

Storia maledetta di Kayako e Toshio, spiriti “ritornanti”

Posted on 20 Gennaio 202631 Maggio 2026

T.Shimizu, Ju-On (2002) Ju-On (lett., rancore) è il primo film di una lunga saga a essere stato pensato e girato per il cinema. Come sanno bene gli appassionati del genere, il regista Takashi Shimizu ha girato due film per la tv giapponese (conosciuti come Ju-On: the Curse 1 e 2),…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • “Drive”, favola contemporanea in forma di neo-noir
  • “Tempo di uccidere”: anatomia di un’autoassoluzione
  • Basel e Yuval, dittico di resistenza per una Palestina libera
  • Nouvelle Vague: il cinema prima di diventare Storia
  • “Sul lido putrido di Plutone”: vent’anni dopo, il ritorno di Jack Viaggiante
  • L’incredibile storia di Jack Viaggiante che flippò nei Territori
  • Il corpo e il sangue di Carrie: così iniziò l’esplorazione dell’Incubo Americano
  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime dark fantasy DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi neo-noir Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Ottobre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

Visitatori

000082
Total Users : 82
Powered By WPS Visitor Counter

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes