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Caccia al Fantasma nel caos mediorientale

Posted on 12 Marzo 202612 Marzo 2026 By Lucio Celot

Ghosts of Beirut (USA 2023)

Dagli ideatori e sceneggiatori di Fauda, la storia vera della caccia pluridecennale al terrorista Imad Mugniyah, libanese affiliato a Hezbollah, uno dei protagonisti del complesso scenario geopolitico mediorientale a partire dagli anni ’80.

            Dopo sei anni di guerra civile in Libano tra cristiani e musulmani, Israele invase nel 1982 il paese confinante (operazione “Pace in Galilea”) per stabilizzare la situazione, coadiuvato da una forza di intervento internazionale costituita da contingenti americani, italiani e francesi. A complicare la situazione, già di per sé esplosiva, intervenne anche l’Iran di Khomeini, interessato a creare caos nella regione e a sobillare i libanesi contro gli israeliani. A tal fine fu creato Hezbollah (il “Partito di Dio”), un’organizzazione paramilitare islamista sciita, oggi anche partito politico, ex alleato della Siria di Assad e ispirato al più assoluto ed intransigente antisionismo: la cronaca di questi giorni terribili, con l’escalation in Iran e l’emergenza umanitaria di Gaza, vede ancora in primo piano la drammatica e inestricabile complessità delle relazioni politiche della regione.

            È in questo contesto intricato ed instabile che fa la sua comparsa l’uomo senza volto, il Fantasma, Imad Mugniyah, leader influente e sfuggente di Hezbollah, uno tra gli uomini più ricercati al mondo, almeno fino all’entrata in scena di Osama Bin Laden: è stato il primo terrorista islamico della storia recente, “inventore” del metodo delle autobomba e responsabile della morte di centinaia di persone: c’è lui dietro i più sanguinosi attentati a Beirut negli anni ’80, tra cui quello all’ambasciata americana (63 morti) e quello alla caserma dei marines (241 vittime).

18 aprile 1983: un’immagine dell’ambasciata USA a Beirut dopo l’attentato che uccise 63 persone

La miniserie targata Paramount+ risente della mano di Lior Raz, l’ex appartenente alle forze speciali israeliane, oggi apprezzato sceneggiatore e attore (lo abbiamo visto nel già citato Fauda e in Hit & Run, profondo conoscitore delle pratiche e delle tecniche antiterroristiche israeliane nonché dei delicati equilibri e fragili alleanze tra Mossad, Shin-Bet, FBI, CIA e servizi segreti di tutto il mondo); alla stesura dello script ha collaborato anche la giornalista libanese Joelle Touma.

Ambientata nel contesto di una delle aree geopoliticamente più instabili del globo, in cui l’identità religiosa sciita dell’Iran è elemento di strisciante conflitto con le potenze sunnite della regione (Arabia Saudita in primis), Ghosts of Beirut è una storia di spionaggio: la caccia all’uomo più lunga di tutti i tempi viene raccontata utilizzando uno stile che mescola il thriller spionistico e il family drama con un approccio documentaristico, dando così alla serie una fisionomia che è informativa oltre che drammatica; gli episodi contengono inserti con interviste ad esperti e funzionari governativi che approfondiscono il contesto storico e politico del M.O. fornendo anche il punto di vista delle diverse agenzie di intelligence e svelando dettagli su operazioni segrete e strategie militari. Questo mix di narrazione seriale e interviste consente di esplorare in modo avvincente e, tutto sommato, comprensibile il groviglio geopolitico della regione, oggi più che mai entrato in una nuova e drammatica fase di conflitto, nonché il ruolo dell’Iran nel sostegno a Hezbollah. La caccia all’uomo si conclude nel 2008 a Damasco grazie alla stretta collaborazione tra CIA e Mossad: la dimensione privata di Imad, diviso tra la famiglia e un nuovo, travolgente amore, lo porta a trascurare le misure di sicurezza e a compiere il fatale passo sbagliato che ne decreterà la morte in Siria.

Ghosts of Beirut (id.)

Stagione 1 (ep.1- 4)

Distribuzione: USA 2023. Disponibile su Paramount+

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