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Prima del mostro – Stranger Things The First Shadow

Posted on 8 Gennaio 202610 Ottobre 2026 By Lucio Celot

Il musical di Broadway

Ricevo e volentieri pubblico la recensione dello spettacolo teatrale Stranger Things The First Shadow a cui Vittoria Bucci ha assistito la scorsa estate a Broadway (NYC)

Con la conclusione dell’ultima stagione di Stranger Things, possiamo affermare che la serie sceglie consapevolmente di lasciare numerose zone d’ombra e molte domande aperte. Vuoti narrativi che trovano una forma compiuta in Stranger Things: The First Shadow, opera teatrale canonica scritta da Kate Trefry su soggetto dei fratelli Duffer, a cui ho avuto occasione di assistere a Broadwayquest’estate.

Lo spettacolo è un prequel ambientato principalmente tra il 1943 e il 1959 e ricostruisce le origini di Henry Creel, il personaggio che il pubblico conosce bene come Vecna. Tutto ha inizio durante la Seconda guerra mondiale, con un esperimento militare segreto condotto sulla nave USS Eldridge, in cui è coinvolto il padre del dottor Martin Brenner. Il tentativo di piegare la realtà a fini bellici, rendendo la nave invisibile, genera invece una frattura irreversibile, aprendo un varco verso la Dimensione X. Da quel momento, ciò che doveva restare separato entra in contatto con il mondo umano.

Nel 1959 la famiglia Creel si trasferisce a Hawkins. Henry è un ragazzo chiuso, inquieto, incapace di adattarsi all’ambiente che lo circonda. I suoi poteri non appaiono come un dono improvviso, ma come una conseguenza: da bambino entra accidentalmente in contatto con una tecnologia legata agli esperimenti del 1943, nascosta in una grotta, come accennato brevemente nella serie (S05). L’esposizione alla Dimensione X altera il suo sangue e la sua percezione della realtà, segnandolo in modo irreversibile. Henry scompare per dodici ore, poi torna a casa senza ricordare nulla. Ma qualcosa, dentro di lui, si è attivato. Non c’è un momento di scelta. Solo un prima e un dopo.

A scuola Henry incontra Patty Newby, sorella adottiva di Bob, figura centrale dello spettacolo e completamente assente nella serie. Attraverso di lei, The First Shadow restituisce a Henry una dimensione profondamente umana: Henry si innamora, prova emozioni, tenta di integrarsi. Per la prima volta appare quasi come un ragazzo qualunque, non così distante da Dustin, Mike o Will. Patty è l’unica a guardarlo senza paura, a trattarlo come una persona e non come un’anomalia, a suggerirgli che ciò che ha dentro non è necessariamente una maledizione. Attorno a loro si muovono le versioni adolescenti di personaggi già noti: una giovane Joyce sogna di fuggire da Hawkins grazie a una borsa di studio teatrale ed è impegnata nell’organizzazione di uno spettacolo che la serie mostra quando Max viaggia tra i ricordi di Vecna; Bob conduce un programma radiofonico locale; Hopper vive un rapporto difficile e violento con il padre. 

Henry si fida di Patty e le mostra i suoi poteri, entrando perfino nei suoi sogni e facendole intravedere una vita diversa, in cui potrebbe riunirsi alla madre naturale. Ma mentre Henry tenta di essere normale, l’ombra dentro di lui si rafforza. Inizia a percepire una presenza che lo osserva e lo guida: il Mind Flayer. L’entità non lo controlla apertamente, ma influenza ciò che già esiste in lui.

La madre di Henry, sempre più terrorizzata, contatta il dottor Brenner, ossessionato dalla possibilità di comprendere e replicare ciò che è accaduto con la USS Eldridge. Brenner arriva a Hawkins e sottopone Henry a pressioni sempre più estreme per osservare i suoi poteri. Quando Henry perde il controllo, Brenner lo porta via. Nel laboratorio scopre che il sangue di Henry è identico a quello di suo padre dopo l’incidente dell’Eldridge. Brenner sottopone Henry a un esperimento brutale, costringendolo a rivivere il trauma della grotta, proprio come farà anni dopo con Undici, quando tenterà di riattivare i suoi poteri attraverso il ricordo dell’ospedale e dello scontro con Henry stesso. Il confine tra ricerca scientifica e violenza si dissolve completamente: ciò che nasce come desiderio di conoscenza si trasforma in distruzione.

Nel secondo atto Brenner utilizza il sangue di Henry per creare altri bambini dotati di poteri, dando origine al progetto MKUltra e alla Rainbow Room. Questo spiega l’origine dei poteri di Undici, un’informazione che nella serie emerge in modo più criptico. Henry riesce a fuggire e torna a casa proprio la sera dello spettacolo di Joyce. Qui ascolta sua madre dire a Brenner che lui deve essere rinchiuso per sempre: è il punto di rottura definitivo. Il Mind Flayer prende il sopravvento e Henry compie il massacro della sua famiglia. Il padre Victor sopravvive, ma viene accusato della morte della moglie e della figlia e internato in manicomio. Henry cerca Patty per proteggerla, ma lo scontro finale con Brenner è inevitabile. Patty cade della passerella del teatro, sopravvive, ma scompare da Hawkins. Henry viene recuperato e trasformato ufficialmente nel Soggetto 001.

È fondamentale che lo spettacolo non assolva mai Henry: l’entità lo sollecita e ne intensifica le inclinazioni, ma l’uccisione della madre e della sorella, la caduta di Patty, sono azioni irreversibili compiute da Henry all’interno di un percorso in cui ogni possibilità di controllo è stata progressivamente erosa.

Il teatro riesce a dare corpo a ciò che nella serie resta astratto: l’origine profonda del male. Il punto centrale è lo sguardo che lo spettatore è costretto ad assumere. A differenza della serie, qui non si osserva un mostro dall’esterno: si assiste, passo dopo passo, alla perdita dell’umanità di Henry Creel. Henry sembra così compiere il tipico percorso dell’eroe tragico delle rappresentazioni greche classiche: un personaggio segnato da forze più grandi di lui, influenzato da un “demone” esterno, ma mai del tutto privato della responsabilità delle proprie azioni. Non è innocente, ma è comprensibile. Non è giustificabile, ma è umano.

Arriviamo, infine, al 1983. Nel laboratorio, nella Rainbow Room, Henry incontra una bambina che gioca sul pavimento. È Undici. Henry le prende la mano e la sua ombra sul muro si deforma, diventando quella enorme e mostruosa di Vecna. È il momento in cui tutto ciò che abbiamo visto in Stranger Things comincia davvero e il cerchio si chiude.

Vedere The First Shadow a teatro significa rivedere Stranger Things da un’altra prospettiva. La serie mostra il risultato; il teatro mostra il processo. E in quel processo lo spettatore è portato, quasi controvoglia, a provare compassione per il mostro, per Vecna. Non perché Henry venga assolto, ma perché diventa impossibile ignorare come tutto abbia avuto origine da un tentativo di forzare un limite che non andava attraversato.

by Vittoria Bucci

Il documentario Stranger Things The first Shadow – Dietro le quinte è disponibile su Netflix

La locandina dello spettacolo
le storie viste serie Tv Lucio CelotNetflixStranger ThingsThe First ShadowVittoria Bucci

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