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Corto Maltese oggi: il “Grande Gioco” si gioca in Oceania

Posted on 20 Gennaio 2026 By Lucio Celot

M.Quenehen-B.Vivès, L’Isola di Ieri (2025)

Io non vedo l’apocalisse. Vedo l’alba

***

Non mi piace servire una bandiera

***

L’unica cosa che i pirati non hanno mai rubato è la libertà

“Il Grande Gioco” è l’espressione coniata dallo scrittore Peter Hopkirk per indicare la serie di conflitti e scontri, più o meno “caldi”, combattuti nella seconda metà del XIX secolo tra Regno Unito e Russia per il controllo e il dominio dei territori dell’Asia centrale (Afghanistan, Kazakistan, Uzbekistan, Pakistan): spionaggio, scontri diplomatici, guerre sfiorate e mai combattute costituiscono lo scenario del racconto di Hopkirk, un testo di storia e geopolitica che ha il sapore del romanzo di avventura. Antonio Politano, scrittore di viaggio e giornalista per importanti testate giornalistiche italiane (“Repubblica”, “National Geographic Italia”), nonché ideatore di quest’ultima avventura della creatura di Hugo Pratt (qui il mio affettuoso omaggio a Corto Maltese), utilizza la stessa fortunata espressione di Hopkirk ma la trasferisce, oggi, in Oceania, la costellazione di isole che sta diventando progressivamente sempre più centrale per questioni geopolitiche e di emergenza ambientale: USA, Cina, Australia, Francia sono i players del Grande Gioco oceaniano che ha come obiettivo il controllo dei traffici mercantili, delle zone di pesca, dello sfruttamento dei fondali. Poteva uno come Corto Maltese non trovarsi immischiato in una situazione da “intrigo internazionale”? No che non poteva, e così ritroviamo il Nostro ancora una volta nell’Oceano Pacifico, dove lo avevamo incontrato nella sua prima (“Una ballata del mare salato”) e ultima (“Mū, la città perduta”) avventura disegnata da Pratt.

            Il teatro della storia firmata da Quenehen (testi) e Vivès (disegni), ultima della trilogia dei due autori, è la minuscola nazione di Tuvalu, arcipelago polinesiano di nove isole per un totale di 26 km2 destinato a scomparire a causa dell’innalzamento degli oceani dovuto a sua volta all’impazzimento climatico. Corto è ingaggiato, suo malgrado, a partecipare ad un blitz organizzato da Teana, un’avvocatessa attivista che difende Tuvalu all’ONU, e da Piper, ex soldatessa dei reparti speciali britannici, per liberare dalla prigione di Tuvalu un’altra attivista cinese arrestata durante una manifestazione, Ai-Ling (almeno, così dicono le due donne…). Arrivati fortunosamente a Tuvalu (il pilota dell’aereo, Marcus, è un tossicodipendente in piena crisi di astinenza) e liberata la ragazza, Teana e Corto devono fare i conti nientemeno che con agenti cinesi che vogliono per sé l’ex prigioniera, in realtà un’infiltrata (pentita) dal regime di Pechino nei gruppi ambientalisti. Tra sabotaggi in volo, incontri con seguaci di culti millenaristi e turisti in fuga a causa di una rivolta anti-occidentale, Corto e Lan-Shi – il vero nome della ragazza – riusciranno infine a lasciare Tuvalu in preda al caos e a prendere una nave che li riporterà a ieri, oltre il 180° meridiano, la linea del cambio data. Da dove, magari, proveranno a rigiocare la partita in modo diverso…

Due tavole tratte da L’isola di ieri

A trent’anni esatti dalla morte del Maestro di Malamocco, il suo figlio prediletto, il Maltese “svelto di mano”, è ancora in giro per il mondo, disegnato e raccontato dai continuatori dell’opera di Pratt che ne conservano intatta la personalità anarchica e romantica, l’odio per le frontiere, l’istintiva ribellione contro le ingiustizie, l’insaziabile attrazione per l’avventura, l’apparente cinismo che nasconde un enorme cuore. Anche nel mondo del XXI secolo, lui che è nato nel secolo scorso, Corto sa benissimo da che parte stare: se nelle storie di Pratt combatteva a fianco dei Cangaceiros del Sertão brasiliano o dei rivoluzionari irlandesi dell’IRA, L’isola di ieri lo vede muoversi disinvolto anche in mezzo alle isole di plastica che deturpano il grande “mare di isole” che è l’Oceania o smascherare emissari del governo di Pechino disposti a mettere il bavaglio al dissenso anche a colpi di lanciarazzi. È nato in un’isola, Corto, e in mezzo al mare sembra trovarsi sempre a proprio agio. E nelle pagine di Quenehen e Vivès sembra di sentirlo, il Grande Oceano, ripetere ancora le stesse parole con cui iniziavano, sessant’anni fa, le avventure del Gentiluomo di Fortuna: sono l’Oceano Pacifico e sono il più grande di tutti…

Martin Quenehen e Bastien Vivès, Corto Maltese. L’isola di ieri, CONG Edizioni 2025

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Gli altri titoli della trilogia di Quenehen e Vivès sono Oceano Nero (2021) e La Regina di Babilonia (2023)

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Il libro di Peter Hopkirk, Il Grande Gioco (1990), è edito da Adelphi

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