Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

Vite raddoppiate ai piedi del vulcano

Posted on 16 Gennaio 202631 Marzo 2026 By Lucio Celot

Katla (Islanda 2021)

Nordic noir “disorientante e ipnotico”, come lo definisce wired.it, Katla è una produzione originale islandese che mescola i generi senza badare troppo al mainstream e puntando, piuttosto, sulla qualità del racconto e sull’approfondimento psicologico dei personaggi, non senza sfruttare anche i paesaggi e le atmosfere mozzafiato e “lunari” dell’isola.

Da un anno il vulcano Katla è in eruzione e dal cielo d’Islanda, perennemente plumbeo e grigio, piove cenere mista a neve; gli abitanti di Vik, il villaggio ai piedi del monte, sono stati evacuati, ad eccezione di uno sparuto gruppo di geologi e ricercatori che studiano il fenomeno; Gríma rimane perché non vuole rassegnarsi alla perdita della sorella Ása, scomparsa durante l’eruzione; anche suo padre, la proprietaria dell’hotel e il personale medico non abbandonano il villaggio nonostante le precarie e pericolose condizioni climatiche. Improvvisamente, dalle profondità dei ghiacci che si stanno sciogliendo in prossimità del vulcano, emergono sinistre e inquietanti figure coperte di fango e fuliggine che si scopriranno essere dei changeling, autentici “doppi”, identici perfino nel DNA, di alcuni degli abitanti del luogo. Costretti alla convivenza con queste misteriose repliche di sé e delle persone care, alcune delle quali decisamente minacciose, i protagonisti della serie impareranno a conoscersi e a ri-conoscersi, a fare i conti con la propria parte più oscura e inconscia, fino alla piena accettazione di sé con tutte le conseguenze psicologiche, emotive e relazionali che ne deriveranno.

Girato con un ritmo estremamente lento, a tratti estenuante (che riproduce quello della Natura, dell’eruzione e della lava che scende inarrestabile dalle pendici del vulcano), quasi a volere mettere alla prova la pazienza dello spettatore, con una fotografia che oscilla tra il grigio e l’azzurro-cenere, sfuggente ad una precisa catalogazione di genere (thriller? fantascienza? dramma familiare?), Katla fonda la propria struttura formale sul tema del doppio, l’elemento perturbante di ogni narrazione thriller-mistery-horror, secondo il celebre studio di Freud: il sentimento del perturbante nasce dall’ambivalenza di ciò che è familiare ed estraneo allo stesso tempo, di ciò che dovrebbe rassicurarci e che invece mostra un suo lato maligno e aberrante. E cosa può esserci di più terrorizzante che trovarsi di fronte ad un altro se stesso, identico a noi e al contempo estraneo e alieno? Oppure ad una versione di vent’anni più giovane di una donna che abbiamo amato e perduto? Ma Katla gioca anche con un classico della fantascienza, Solaris (1961) dello scrittore polacco Stanislaw Lem, di cui Tarkovskij girò l’adattamento cinematografico (1972) che doveva essere la risposta sovietica al kubrickiano 2001: Odissea nello spazio (1968): nel romanzo, il pianeta Solaris ha la capacità di materializzare ricordi e desideri, di plasmare e rendere “vivi” rimpianti, rimorsi, ossessioni con cui fare i conti in una sorta di seconda occasione che viene inaspettatamente offerta. Esattamente ciò che fanno le ceneri del vulcano islandese, la cui natura potrebbe spostare la narrazione, in un’ipotetica seconda stagione, verso una dimensione aliena.

Si diceva di come quella del doppio sia, secondo Freud, la manifestazione più eclatante dell’esperienza del perturbante che, più in generale, ha la sua origine nel rimosso che riemerge alla coscienza. La colata di lava che, scendendo inesorabile dalla bocca del vulcano, scioglie i ghiacci perenni islandesi e fa riemergere corpi, cose ed esseri viventi, “scoperchia”, metaforicamente e letteralmente, il vissuto di un’intera comunità, riportando alla luce inganni, tradimenti, menzogne, non detti; il vulcano agisce come catalizzatore delle relazioni, portando alla soglia della coscienza tutto ciò che le donne e gli uomini di Vik hanno tenuto nascosto a sé e agli altri per una vita intera.

Katla richiede allo spettatore pazienza, meditazione, empatia; non c’è nulla di adrenalinico nella vicenda, niente eroi e/o eroine improbabili, solo donne e uomini alle prese con il consueto ma insondabile mistero delle nostre esistenze e dell’incontro con l’Altro. Che, in questo caso, è uno specchio oscuro che rimanda l’immagine di noi stessi.

Katla (id.),Islanda 2021

Stagione 1 (ep.1-8)

Distribuzione: Netflix

le storie viste serie Tv KatlaLucio CelotNetflix

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

cinema

Tra Bruce e Lilith c’è di mezzo l’Antropocene

Posted on 20 Gennaio 202614 Aprile 2026

X.Gens, Under Paris (2024) Ve lo ricordate Bruce, lo squalo meccanico del film che quasi cinquant’anni fa lanciò definitivamente Spielberg nell’Olimpo della settima arte? La troupe gli si era così affezionata da dargli addirittura un nome (lo stesso dell’avvocato del regista), come fosse a tutti gli effetti un membro della…

Read More
le storie viste

Afro Samurai: un anime pulp nel segno del cyberpunk

Posted on 24 Gennaio 202631 Marzo 2026

Afro Samurai (Giappone-USA 2007) Il bel libro di Marcello Ghilardi Filosofia nei manga, che consiglio vivamente agli appassionati che volessero saperne di più sulle forme dell’immaginario nei manga e negli anime giapponesi, dedica un intero capitolo alla questione dell’intreccio tra tradizione orientale e innovazione occidentale nella cultura nipponica. Spirito giapponese,…

Read More
cinema

Manipolazione o delirio? Le vite sovrapposte di Chuck Barris

Posted on 20 Febbraio 202620 Febbraio 2026

G.Clooney, Confessioni di una mente pericolosa (2002) Il nome di Chuck Barris probabilmente non dirà niente a nessuno ma certamente anche chi non ha l’abitudine di frequentare la TV spazzatura conosce titoli come “La corrida”, “Il gioco delle coppie”, “Tra mogie e marito”, programmi campioni di ascolti di una televisione…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • “Sul lido putrido di Plutone”: vent’anni dopo, il ritorno di Jack Viaggiante
  • L’incredibile storia di Jack Viaggiante che flippò nei Territori
  • Il corpo e il sangue di Carrie: così iniziò l’esplorazione dell’Incubo Americano
  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa
  • Eravamo quattro amici a Mitsuba
  • Dark Winds, dal Western al “Native Noir”
  • Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!
  • Spinoza, o della psicanalisi

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime dark fantasy DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Stranger Things Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes