Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

Tra Bruce e Lilith c’è di mezzo l’Antropocene

Posted on 20 Gennaio 202614 Aprile 2026 By Lucio Celot

X.Gens, Under Paris (2024)

Ve lo ricordate Bruce, lo squalo meccanico del film che quasi cinquant’anni fa lanciò definitivamente Spielberg nell’Olimpo della settima arte? La troupe gli si era così affezionata da dargli addirittura un nome (lo stesso dell’avvocato del regista), come fosse a tutti gli effetti un membro della produzione (in verità, anche a causa dei tanti problemi tecnici che il bestione continuava a dare, Spielberg lo chiamava a volte “Big White Bastard”). Mezzo secolo e un’infinità di shark-movies dopo, arriva su Netflix un altro squalo (femmina), Lilith, in una produzione francese, intelligente e ironica, senza nessuna pretesa se non quella di regalare un’ora e mezzo di azione, riprendere il genere con un pizzico di originalità e sollevare qualche spunto di riflessione sul nostro presente.

Steven Spielberg nella bocca di Bruce

            La storia è questa: tre anni dopo avere massacrato una squadra di oceanografi (tranne Sophia, la protagonista interpretata da Bérenice Bejo) nelle acque sottostanti il great pacific garbage patch, il “continente di plastica” che si estende nell’oceano pacifico, lo squalo Lilith, cui è stato impiantato un sistema di tracciamento satellitare, fa la sua comparsa nientemeno che nelle acque della Senna, rintracciato dagli hacker di un’organizzazione di ambientalisti che tenta con sofisticati mezzi informatici di salvare gli squali dalla caccia spietata cui sono sottoposti. Mika, una del gruppo, contatta Sophia perché la aiuti a fare uscire Lilith dalla Senna, dove lo squalo, che nel frattempo ha superato i sette metri di lunghezza, rischia di morire a causa dell’inquinamento del fiume. Ma Sophia si rende conto ben presto che Lilith ha subito delle mutazioni genetiche, probabilmente a causa delle microplastiche, a seguito delle quali non solo ha acquisito la capacità di adattarsi all’acqua dolce ma può persino riprodursi per partenogenesi, senza accoppiarsi con un maschio. Nel giorno della grande gara di triathlon che la sindaca di Parigi vuole a tutti i costi per dare lustro alla città (e alla propria carriera) nonostante sia stata ben informata sulla situazione, complici le migliaia di residuati bellici che giacciono sul fondo della Senna, si consumerà il punto di non ritorno non solo per la Ville Lumière ma per l’intero globo (e non perdetevi la grafica dei titoli di coda…).

L’attacco degli squali durante la gara sulla Senna

            È ormai un dato acquisito dagli scienziati, con buona pace dei negazionisti, che viviamo in una fase della storia della Terra che possiamo non a torto chiamare Antropocene, a evidenziare il grado dell’impatto che le attività antropiche (di cui il global warming è l’aspetto più evidente) esercitano sul sistema complesso della biosfera: gli equilibri biologici, climatici, geologici e chimici sono stati profondamente modificati nel corso del tempo, a partire dall’estinzione dei grandi mammiferi causata dall’espansione dell’homo sapiens cinquantamila anni fa fino alla cosiddetta “grande accelerazione” del secolo XX. Lilith, a differenza di Bruce che era sì grande, grosso e affamato ma era pur sempre uno squalo, rappresenta invece qualcosa di nuovo, non appartiene più all’ordine naturale così come lo conosciamo ma è un monstrum, un “prodigio”, un essere “sovrannaturale” (appunto) che non è più l’eccezione ma, almeno nella finzione del film, il primo esemplare di una nuova specie che dominerà su tutte le acque (dolci e salate) del globo. E come nella ridente e idilliaca Amity della pellicola di Spielberg, anche a Parigi gli interessi politici ed economici della classe dirigente (sindaca e sponsor) insabbiano la verità e la nascondono agli ignari cittadini, sacrificabili, pronti a migliaia ad assistere e partecipare al campionato mondiale di triathlon che si trasformerà in un ricco e inaspettato banchetto per Lilith e la sua numerosissima prole. Insomma, tecnologia + capitalismo = rivolta della Natura contro l’Uomo, cosa che l’ambientalista Mika si rifiuta di comprendere, tanto da credere di potere “addomesticare” Lilith e aiutarla a uscire dalla prigione della Senna, con le terrificanti conseguenze che si vedono nei canali sotterranei di Parigi: l’animalista ingenuo crede ancora che sia l’uomo (e quale ambiente è più antropizzato di quello di una metropoli?) a minacciare la natura mentre, evidentemente, è il contrario. Lilith è come Godzilla, il mostro creato dall’immaginario giapponese dopo la catastrofe nucleare di Hiroshima e Nagasaki; ma, a ben guardare, il mostro è l’Uomo stesso che si sta autodistruggendo a causa della propria cecità. Bellissime le sequenze finali (vera e propria sentenza inappellabile per Parigi e l’umanità tutta) in cui gli ordigni che giacciono sul fondo della Senna dalla fine della seconda guerra mondiale esplodono a catena facendo saltare i ponti della città e causando uno tsunami in piena regola: Parigi è invasa dalle acque, dalle sue strade ormai sommerse dove nuotano indisturbati i figli di Lilith avrà inizio un’era in cui la nuova specie assedierà l’umanità dopo avere conquistato tutte le vie d’acqua fin nel cuore delle grandi metropoli. E, si suppone, gli scienziati dovranno riscrivere le mappe dei biomi antropogenici.

Under Paris (Sous la Seine)

Regia: Xavier Gens

Distribuzione: Francia 2024 (col., 90 min.). Disponibile su Netflix

cinema le storie viste antropocenehorrorLo squaloLucio CelotNetflixSteven SpielbergUnder ParisXavier Gens

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

le storie viste

Vampiro o Angelo di Dio???

Posted on 8 Gennaio 202626 Aprile 2026

Midnight Mass (USA 2021) Chi ricerca le vere cause dei miracoli […] è ritenuto e proclamato ora eretico e ora empio da quelli che il volgo adora come interpreti della natura e degli dèi. Essi sanno infatti che, tolta l’ignoranza, vien meno lo stupore, l’unico mezzo che abbiano di sostenere…

Read More
graphic

I Sogni sono la Verità del Mondo

Posted on 22 Marzo 202622 Marzo 2026

The Sandman (USA 2022) Non è proprio facilissimo raccontare in poche battute chi è Neil Gaiman, l’autore e sceneggiatore del graphic novel The Sandman, pubblicato tra il 1988 e il 1996 in 75 albi  mensili raccolti successivamente nei dieci volumi che raccolgono l’intero arco narrativo: giornalista, scrittore, saggista, sceneggiatore per…

Read More
cinema

Dahl/Anderson, il genio li fa e poi li accoppia

Posted on 20 Febbraio 202627 Febbraio 2026

Quattro corti di Wes Anderson su Netflix Quattro piccoli gioielli, quattro chicche che il visionario regista di Grand Budapest Hotel regala agli utenti di Netflix: sono infatti disponibili sulla piattaforma quattro corti di Wes Anderson tratti da altrettanti racconti di Roald Dahl, autore del celeberrimo La fabbrica di cioccolato (1964)…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa
  • Eravamo quattro amici a Mitsuba
  • Dark Winds, dal Western al “Native Noir”
  • Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!
  • Spinoza, o della psicanalisi
  • La postdemocrazia è un buon analgesico
  • Dal trauma cosmico, solo una nuvola di possibili
  • C’è del metodo in questa smemoratezza

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene H.P.Lovecraft Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Stranger Things Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes