G.Rubin, The Turnglass (2023)
Qualcuno sa cos’è un libro tête-bêche? È un libro che contiene due testi (nel nostro caso, due romanzi) che si possono leggere nell’ordine che si preferisce semplicemente rovesciando il volume: è un tipo di artefatto che prediligevano i rilegatori nell’Ottocento, che cucivano insieme due fascicoli a stampa per risparmiare sulla carta, e potevano contenere anche testi di autori diversi. Con The Turnglass (caso letterario tradotto in venti lingue) Rubin gioca con il lettore a un gioco di specchi e rimandi e lo invita dentro un enigma la cui soluzione sta nelle due storie apparentemente diverse e lontane ma intrecciate e unite da un fil-rouge attraverso lo spazio e il tempo.

Primo libro: Essex, 1881. Simeon Lee è un medico londinese che cerca fondi per le sue ricerche volte a debellare l’epidemia di colera che sta imperversando in Inghilterra. Viene assunto dallo zio Oliver, un parroco che vive nella sperduta e paludosa isola di Rey in una magione di stile tardo-vittoriano conosciuta come “Turnglass House” (dalla clessidra di cristallo che svetta sul tetto), convinto che qualcuno lo voglia avvelenare: i suoi sospetti cadono su Florence, una misteriosa donna relegata dietro una parete di vetro nello studio del parroco, accusata di avere ucciso anni prima il marito, fratello del religioso. Tra Florence e Simeon si instaura uno strano rapporto, fatto di sguardi e ammiccamenti: la donna gli indica continuamente, tra gli scaffali della ciclopica biblioteca, un libro dalla copertina rossa, un tête-bêche che contiene da una parte un romanzo intitolato Il campo d’oro, dall’altra il diario segreto dello stesso parroco. Il romanzo è ambientato nel futuro, più precisamente nella California del 1939, e racconta la storia di un uomo che va alla ricerca della madre creduta morta.
Secondo libro: California, 1939. Ken Kourian è uno squattrinato redattore di un giornale di Hollywood che tenta di sfondare nel mondo del cinema. Quando incontra lo scrittore Oliver Tooke, figlio del governatore della California in lizza per la presidenza USA, che sta per pubblicare un nuovo libro, la sua vita prende una svolta: vita mondana, qualche particina in più nei film che si stanno girando, l’amicizia di Oliver che lo sostiene anche economicamente. Oliver però, che vive in un edificio moderno, tutto acciaio e vetro chiamato “Turnglass House” (che coincidenza…), muore improvvisamente, apparentemente per suicidio: Ken non crede all’esito dell’indagine di polizia e inizia a indagare per conto suo. Capisce che le ragioni della morte dell’amico stanno nella storia della famiglia, piena di segreti e reticenze; capisce anche che Oliver ha rivelato i misteri di famiglia proprio nella sua ultima fatica di scrittore, un romanzo che narra la storia di Simeon Lee, un medico che nel 1881 si reca a Rey per curare lo zio malato…
Variazione sulla forma-libro che vuole consapevolmente andare oltre la scontata lettura lineare, The Turnglass è un tête-bêche contemporaneo che contiene al suo interno un tête-bêche fittizio, due libri che reciprocamente illuminano passato, futuro e presente così da rivelare al lettore l’autentica natura dei personaggi e le motivazioni che li hanno spinti ad agire: Simeon è davvero un medico altruista e idealista, volto esclusivamente alla ricerca per il bene dell’umanità? Il governatore Tooke è un democratico sincero o nasconde pericolose pulsioni razziste, se non peggio? La stessa Florence è solo una vittima di un sistema giuridico cinico e spietato? Cosa sapeva Oliver di così tremendo da mettere a rischio la vita dello stesso Ken, che ostinatamente ricerca la verità per salvaguardare il nome e l’onore dell’amico? Il lettore dovrà muoversi agilmente con la memoria da un libro all’altro, cercare nel passato la trama del presente, proiettarsi nel futuro de Il campo d’oro per trarre qualche indizio sul passato; proprio come una clessidra, il libro va rovesciato per tornare a fare scorrere il tempo, per trovare un’altra verità, in un loop infinito che continuamente rimette tutto in discussione. Romanzo di grande successo editoriale che è al contempo gotico, crime e mistery, The Turnglass ruota tutto attorno alla “casa” (che qui sono addirittura due), protagonista indiscussa di tanta letteratura horror a partire dalla “capostipite” del genere, la Hill House di Shirley Jackson: come quella raccontata dalla scrittrice americana, anche Turnglass House “ha sempre avuto qualcosa di corrotto e maligno”, quasi un essere vivente pronto a inghiottire o a fare impazzire i suoi occupanti. Che, tra fanatismo, eugenetica, reiterate menzogne e “doppi”, pagheranno tutti il fio di una colpa originaria che deve inevitabilmente ricadere su di loro.
Gareth Rubin, The Turnglass, Longanesi 2023

