Sarban, Il richiamo del corno (1952) Pressoché sconosciuto al grande pubblico, John William Wall affiancò alla carriera diplomatica al servizio della Corona inglese quella di scrittore, seppure limitata ad un pugno di racconti e al romanzo The Sound of His Horn, pubblicati sotto lo pseudonimo di Sarban (“carovaniere” in lingua…
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Storie (anche) improbabili dal ‘Nam
T.O’Brien, Le storie che portiamo (1990) Tutti portavano fantasmi. *** Per il “New York Times” è uno dei libri del secolo: finalista del premio Pulitzer, Le cose che portiamo è l’altro imprescindibile libro da leggere sulla guerra in Vietnam insieme a Dispacci di Michael Herr. O’Brien è uno scrittore, non…
La solitudine dello scrittore irregolare: Michele Mari e il romanzo iperletterario
M.Mari, La stiva e l’abisso (1992) senza dimenticare J.Conrad, La Linea d’Ombra (1916) e H.Melville, Benito Cereno (1855) *** La stiva e l’abisso è il terzo romanzo di Michele Mari, milanese, classe 1955, autore ormai di culto per i suoi (pochi) lettori e, insieme a Antonio Moresco e Walter Siti,…
L’opera seconda di un formidabile genio: il “post-postmodernismo” di D.F.Wallace
D.F.Wallace, La Ragazza dai capelli strani (1989) Enfant prodige della letteratura americana a cavallo di due secoli, morto suicida a soli 46 anni, David Foster Wallace (1962-2008) ha lasciato dietro di sé tre romanzi (di cui l’ultimo incompiuto), decine di racconti, interventi critici, saggi su televisione e costume, esilaranti reportage,…
MAI scrivere senza sentimento: la “nuova sincerità” di William Vollmann
W.T.Vollmann, Rainbows Stories (1989) Insieme a David Foster Wallace, William Tanner Vollmann è l’autore più rappresentativo di quella generazione: anche lui è scrittore ad ampio spettro, romanziere, saggista, autore di reportage, di racconti, di non-fiction a carattere sociologico e economico, la cui summa di pensiero è rappresentata da un saggio…
La Verità si vede meglio senza gli occhi
P.Boileau – T.Narcejac, I volti dell’ombra (1953) Anche il lettore più sprovveduto avrà sicuramente presente (se non altro per sentito dire) La donna che visse due volte di Hitchcock del 1955; forse un po’ meno I diabolici di Clouzot del 1958: in entrambi i casi, parliamo di due capolavori assoluti…
I tempi cambiano ma la Storia resta la stessa
M.Scorsese, Killers of the Flowers Moon (2023) È una brutta storia (vera) di petrolio, omicidi e avidità quella con cui Martin Scorsese torna al grande schermo quattro anni dopo The Irishman, adattando l’omonimo romanzo di David Grann. Brutta storia che serve a Scorsese per smascherare, una volta di più, la…
Notti inquietanti nella diabolica Torino
G.De Maria, Le Venti Giornate di Torino (1977) Che cosa è successo a Torino durante una calda e siccitosa estate di fine anni ’60, quando per venti giorni i suoi abitanti sono stati colpiti da una sorta di epidemia di insonnia e, contemporaneamente, si sono verificati una serie di efferati…
C’era un Philip Marlowe anche a Berlino
P.Kerr, Trilogia berlinese di Bernie Gunther (e non solo quella…) C’era un Philp Marlowe anche a Berlino e non lo sapevamo: la capitale tedesca fa da sfondo ai casi del detective privato Bernhard Gunther, per gli amici Bernie, negli anni tormentati che vedono la crisi e la caduta della Repubblica…
La paziente e sottile arte dell’interrogatorio
Criminal (GB, Francia, Spagna, Germania, 2019) Anche se ognuna delle quattro stagioni è ambientata in una città diversa (Parigi, Londra, Madrid e Berlino), la location è sempre la stessa: uno stanzone con un grande tavolo al centro, quattro sedie e un finto specchio a parete (stilizzato in rosso nel logo…
