Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

A ognuno la sua distopia!

Posted on 11 Gennaio 202618 Gennaio 2026 By Lucio Celot

P.K.Dick, Occhio nel Cielo (1957)

Le mie opere parlano di mondi allucinati,

di droghe che intossicano e illudono & di psicosi.

Ma le mie opere agiscono

da antidoto– disintossicante, non intossicante.

(PKD)

Scritto da PKD con grande raffinatezza filosofica quando aveva appena ventotto anni, Occhio nel cielo può essere considerato una sorta di thriller fantascientifico sul tema degli universi alternativi e sulla domanda che ossessivamente PKD rivolse a se stesso per un’intera vita: Cos’è reale e cosa no? Non sono solo i gruppi di potere a costruire ideologicamente la realtà (come abbiamo già visto ne L’uomo nell’alto castello e in Tempo fuor di sesto) ma anche l’uomo comune può concretamente manifestare la propria natura psicotica, naturalmente per mezzo della sci-fi che rende scientificamente plausibile anche l’improbabile, imponendo agli altri individui il proprio pseudouniverso e il proprio punto di vista sul mondo.

È quello che succede agli otto protagonisti del romanzo che restano vittime di un incidente mentre visitano un “bevatrone” (una sorta di acceleratore di protoni) proprio nel giorno in cui la macchina viene inaugurata: precipitati dalla passerella che stavano percorrendo al momento del sinistro, fortunatamente cadono sulla rete di protezione sottostante. Mentre giacciono feriti in attesa dei soccorsi, dunque in un tempo oggettivo di qualche minuto, sperimentano i mondi soggettivi di quattro di loro, si trovano cioè a vivere in altrettanti universi che non funzionano più secondo le leggi conosciute della fisica ma secondo il punto di vista, le manie, i pregiudizi di ognuno dei quattro “costruttori” dei rispettivi mondi, che di quelle realtà diventano i tiranni assoluti. Così, abbiamo per primo lo pseudomondo di Arthur Silvester, un fanatico religioso, nel quale ogni peccato viene immediatamente punito, con le preghiere si ottiene qualunque cosa (anche fare funzionare un distributore automatico di sigarette) ed è possibile perfino incontrare lo stesso Dio (il “Tetragrammaton”) sotto forma di un enorme occhio che scruta l’umanità (da qui il titolo originale, Eye in the Sky); poi è la volta del mondo vittoriano, perbenista e sessuofobo di Edith Pritchett, in cui donne e uomini sono privi di organi sessuali e qualunque realtà infastidisca o non piaccia alla “padrona” di questo mondo viene fatta sparire (l’URSS non c’è più, le fabbriche sono fatte sparire, qualunque cosa produca rumori molesti è semplicemente abolita); il gruppo si ritrova poi nel mondo paranoide di Joan Reiss, un mondo di autentici “orrori predatori” e mostri che si nascondono dietro ogni angolo (o nella cantina di una casa che diventa essa stessa un organismo vivente che divora chi la abita), pronti ad afferrare e divorare chiunque; infine, una “fantasia comunista”, un mondo di lotta di classe esasperata, costruita sui peggiori luoghi comuni anticomunisti dell’America del maccartismo (il romanzo è del ’57) e della “paura dei rossi”. Il gruppo deve capire, in ognuno di questi mondi, chi ne è “l’artefice” e tentare di renderlo innocuo (e provateci voi, se siete capaci di tenere testa a quattro angeli nerboruti e fortissimi che escono dallo schermo televisivo…)

Fin dalla presentazione dei personaggi, si capisce dove PKD vuole andare a parare: il tema è tutto politico (erano gli anni in cui lo scrittore era tenuto d’occhio anche dall’FBI per le sue posizioni radicali e marxiste), c’è aria di caccia alle streghe (Marsha, la moglie di Jack, il protagonista, è accusata di essere una simpatizzante comunista e per questo il marito viene licenziato dall’azienda governativa dove lavora), di fanatismo (religioso e ideologico), di “benpensantismo” ipocrita e di repressione sessuale. L’abilità di PKD sta nel costruire una narrazione “ibrida” che tiene assieme il contesto realistico dell’America degli anni ’50, il gotico, il fantasy, il novel suburbano e la sci-fi per raccontare la frammentazione e la disgregazione dell’american way of life, delle sicurezze dell’americano medio fatte di stereotipi che si traducono, nel romanzo, in distopie demenziali: il registro utilizzato da PKD è comico-parodico, debitore di Swift e dei Viaggi di Gulliver, tutto finalizzato alla denuncia dell’intolleranza, del razzismo, della propaganda e di ogni fondamentalismo. Le “quattro distopie” all’interno delle quali il gruppo deve districarsi hanno una natura totalizzante e totalitaria, sono il prodotto di “estremismi” che vogliono imporre la propria, distorta visione del reale: il riferimento al maccartismo non potrebbe essere più esplicito. E a nulla serve, dentro un romanzo che cita con grande disinvoltura Platone, Hume, Kant, Marx, Jung e i Veda, tentare quello che potremmo chiamare l’appello alla metafisica, la ricerca di una “sostanza” dietro il fenomeno, di un essere dietro l’apparire: tentazione tanto più illusoria quanto più realizziamo, con il Filosofo, che col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente. Non ci sono più le quinte dietro al palcoscenico, il mondo si rivela per quello che è, mera volontà di potenza in cui la “verità” non è altro che una forma di violenza che ha avuto la meglio su tutte le altre.

P.K.Dick, Occhio nel cielo, Mondadori 2025

home le storie lette libri distopieLucio CelotOcchio nel CieloP.K.Dicksci-fi

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

cinema

C’è qualcosa nel cielo…o sono i Rossi pronti all’invasione?

Posted on 11 Gennaio 202631 Maggio 2026

A.Patterson, L’Immensità della Notte (2019) *** Cayuga, New Mexico, vicino al confine meridionale degli States, anni ’50: Fay è una centralinista sedicenne che fa il turno serale nella piccola cittadina, Everett è il fascinoso dj della WTOW, la stazione radio locale. Mentre tutti gli abitanti si trovano nella palestra a…

Read More
le storie lette

Sorpresa: io sono vivo, voi siete morti!

Posted on 11 Gennaio 20267 Giugno 2026

P.K.Dick, Ubik (1969) *** In quanto filosofo-narratore, come amava definirsi, PKD era mosso da un’autentica ossessione, al limite della paranoia, per la questione dello statuto ontologico della realtà: in altri termini, le domande che in quasi ognuna delle sue opere echeggiano sono cosa è reale e cosa no? cosa ci…

Read More
le storie lette

Notti inquietanti nella diabolica Torino

Posted on 21 Febbraio 202631 Marzo 2026

G.De Maria, Le Venti Giornate di Torino (1977) Che cosa è successo a Torino durante una calda e siccitosa estate di fine anni ’60, quando per venti giorni i suoi abitanti sono stati colpiti da una sorta di epidemia di insonnia e, contemporaneamente, si sono verificati una serie di efferati…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa
  • Eravamo quattro amici a Mitsuba
  • Dark Winds, dal Western al “Native Noir”
  • Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!
  • Spinoza, o della psicanalisi
  • La postdemocrazia è un buon analgesico
  • Dal trauma cosmico, solo una nuvola di possibili
  • C’è del metodo in questa smemoratezza

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene H.P.Lovecraft Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Stranger Things Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes