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Elegia di sangue per la dinastia degli Usher

Posted on 11 Gennaio 202626 Aprile 2026 By Lucio Celot

La Caduta della Casa degli Usher (USA 2023)

[…] e la profonda, torbida pozza ai miei piedi si chiuse,

silenziosa e cupa,

sulle macerie della Casa degli Usher.

(E.A.Poe, Il crollo della Casa Usher)

Quando uno showrunner osa mettere mano ai classici della letteratura e adattarli al piccolo schermo, lo spettro delle reazioni di critica e pubblico, si sa, è estremamente ampio: dalle stroncature sdegnate dei puristi, alla tiepida accoglienza, fino alle critiche positive che, più che il prodotto in sé, lodano il coraggio (o l’incoscienza?) degli autori. Quando, poi, ad essere rimaneggiato e riscritto non è solo un classico ma un gigante come Edgar Allan Poe, senza il quale non sarebbero mai esistiti generi come l’horror, il weird, il fantasy o la fantascienza e neppure la poesia moderna, le cose si complicano ulteriormente.

Dopo Shirley Jackson (The Haunting of Hill House) e Henry James (The Hauting of Bly Manor), nella sua ultima fatica televisiva Mike Flanagan affronta in The fall of the house of Usher i più famosi racconti di Poe costruendo una horror story che tiene assieme la critica sociale di Dopesick (ne ho parlato qui) e il family drama di Succession. In verità, e questo è uno degli elementi di debolezza della serie, mentre nelle riduzioni della Jackson e di James Flanagan aveva sì stravolto trama e personaggi ma non tradito lo spirito dei due capolavori, qui Poe appare più che altro come un mero pretesto del tutto estraneo alla trama, un prestatore di idee e situazioni (le morti dei membri della famiglia Usher, i nomi dei personaggi e qualche citazione dalle poesie dello scrittore bostoniano) che Flanagan ha il merito di sapere sfruttare abilmente e con originalità. Gatti neri, cuori che battono all’impazzata, lame affilate che, come pendoli, calano lentamente dall’alto, scarabei d’oro e misteriose figure ammantate di rosso sono ben poco organiche alla narrazione e risultano, semplicemente, degli escamotage particolarmente crudeli ed elaborati con cui si compie il destino della Casa degli Usher.

Come nel racconto che dà il titolo alla serie, Roderick e Madeline Usher sono fratello e sorella; nello script di Flanagan, da giovani hanno “incontrato il Diavolo all’incrocio”: una misteriosa donna, Verna (al lettore scaltro e conoscitore di Poe basterà fare l’anagramma del nome per capire chi sia veramente), offre loro l’opportunità di avere tutto nella vita, ricchezza e benessere, in cambio delle vite della loro progenie. I due accettano, e da quel momento la loro ascesa sociale ed economica non si ferma: fondano la Fortunato Pharmaceutical, un’azienda che inonda il mondo intero di ligodone, una molecola antidolorifica che viene pubblicizzata come priva di effetti collaterali ma che, in realtà, produce decine di migliaia di morti ogni anno a causa della dipendenza e degli effetti collaterali che crea. Roderick ha sei figli, avuti dalla prima moglie e da successive relazioni, ognuno dei quali è impegnato in attività economico-finanziarie ad alto profitto; e quando finalmente il procuratore Auguste Dupin riesce a trascinare tutta la famiglia in tribunale per accusarla di gravissimi reati contro la persona e l’ambiente, i figli di Roderick iniziano a morire uno dopo l’altro in modi orribili. Verremo così a sapere che Verna, la misteriosa e fantasmatica donna (che appare in diverse fotografie accanto ai tycoon più famosi d’America fin dal XIX secolo) con cui i due avevano stretto il diabolico patto decenni prima, si sta prendendo quello che le spetta come da “contratto”. Inutili tanto le indagini del cinico e spietato avvocato di famiglia Arthur Pym (Mark Hamill, il Luke Skywalker di Star Wars) quanto il tentativo in extremis della sorella Madeline di riconvertire l’azienda di famiglia e di reinvestire nell’A.I. Il finale, buonista oltre ogni previsione, risulta decisamente stucchevole e posticcio rispetto al registro freddo e cinico che Flanagan utilizza in tutti gli episodi e con cui caratterizza i figli di Roderick.

Al netto di tutto quello che ci aspettiamo dagli episodi, “il pauroso tinto d’orrore”, per citare le parole di Poe (qualche jumpscare, morti che riappaiono ai vivi, effetti gore), c’è un altro elemento di critica condivisibile (qui la stroncatura di carmillaonline.com, davvero feroce), ed è il fatto che in Poe, da radicale razionalista quale era, non ci sono i fantasmi: tutto, anche le resurrezioni apparentemente sovrannaturali, si spiegano con cause naturali, sia pure estreme. Poe, come la Jackson e James, preferisce l’ambiguità: è la casa ad essere infestata? oppure le mura riflettono le allucinazioni di chi la abita? le apparizioni hanno consistenza reale? o sono proiezioni di menti psichicamente labili? Verna, invece, la dea ex machina che tesse e regge i fili della storia degli Usher si polverizza letteralmente tra le mani di chi tenta di afferrarla, è pura apparenza, ingannevole corpo che non obbedisce alle leggi di questo mondo: è, appunto, Fantasma, Diavolo, Corvo, in ogni caso una conclamata “realtà altra”. E invece Poe era uno che non amava la chiarezza della verità, preferiva l’ambiguità e l’oscurità della menzogna (e che altro poteva amare uno scrittore come lui, dalla personalità così sognante e allucinata?) e mentiva su tutto, sui suoi natali nobili, sull’età, sul suo alcolismo, sulla sua permanenza all’accademia di West Point, sul testamento del patrigno; scrisse perfino un articolo che si intitolava La truffa considerata come una scienza esatta. E anche noi lettori e spettatori televisivi preferiamo l’ambiguità del non detto, la labilità del confine tra reale e irreale, il dilemma tra visione e allucinazione: in fondo, non guardiamo le serie tv per provare anche il brivido del dubbio? Se così è, aspettiamo Flanagan alla prossima prova e gli diamo ancora fiducia.

La caduta della casa degli Usher (The fall of the house of Usher)

Stagione 1 (ep.1-8)

Distribuzione: USA 2023. Disponibile su Netflix

I racconti di E.A.Poe adattati/citati nella serie (si consiglia l’edizione Einaudi in tre volumi), oltre alla poesia The Raven (Il Corvo):

La caduta della casa degli Usher;

La maschera della Morte rossa;

I delitti della Rue Morgue;

Il gatto nero;

Il cuore rivelatore;

Lo scarabeo d’oro;

Il pozzo e il pendolo;

Il barile di Amontillado;

Morella.

Per saperne di più, è consigliata la lettura di E.A.Poe, Vita attraverso le lettere, Einaudi 1992.

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