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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

Chi tradiresti se dovessi scegliere tra un amico e il tuo paese?

Posted on 23 Gennaio 202623 Gennaio 2026 By Lucio Celot

Una spia tra noi (UK 2022)

Chi era Kim Philby? Probabilmente la più famosa e abile spia della storia della Guerra Fredda, una delle “cinque stelle di Cambridge”, un gruppo di spie doppiogiochiste inglesi (tutti figli di famiglie borghesi altolocate) al servizio dei sovietici durante gli anni del bipolarismo USA-URSS. Philby, ammiratore e convinto sostenitore della causa comunista fin dai tempi in cui studiava economia a Cambridge, entrò nell’intelligence britannico negli anni ’40, ma era stato reclutato dai sovietici fin dal decennio precedente, per l’esattezza nel 1932. Per ben trent’anni, cioè fino al 1963, anno della sua fuga in Unione Sovietica, ingannò abilmente tutti, amici, moglie, parenti e colleghi, riuscendo a passare ai sovietici documenti e informazioni segretissime che causarono la morte di numerosi agenti inglesi e americani dislocati in Europa e infiltrati in Russia.

Francobollo celebrativo di Kim Philby (1912-1988) stampato in URSS

            A spy among friends è tratta dall’omonimo libro di Ben Macintyre e si concentra sulla fase conclusiva della vicenda di Philby, quando la spia venne scoperta mentre operava sotto copertura come giornalista a Beirut e decise di fuggire a Mosca, dove passò il resto della vita fino al 1988, l’anno della morte.

            A contattare Philby (interpretato da un eccellente Guy Pearce) a Beirut viene inviato un collega e amico di vecchia data, Nicholas Elliott (Damian Lewis, già visto in Billions e Band of Brothers), che ha il compito di convincere l’agente doppiogiochista a passare dalla parte dell’Occidente o, in alternativa, di ucciderlo. Missione estremamente difficile, perché i due si sono frequentati per trent’anni anche al di fuori del lavoro e non sarà facile per Elliott districarsi nel sofferto e insidioso ginepraio in cui sentimenti personali e dovere di patria si intrecciano in modo inestricabile. Quando Elliott ritorna a Londra comunicando ai superiori che Philby è fuggito da Beirut a Mosca, i sospetti di una sua connivenza con l’ex amico gli causano non pochi problemi, tanto da essere interrogato per settimane da un’agente dei servizi segreti inglesi che vogliono capire esattamente cos’è successo in Libano. In realtà, Elliott porta con sé informazioni cruciali e vitali per il controspionaggio inglese (da qui la sua apparente reticenza nei confronti di Lily Thomas, l’agente che lo interroga), informazioni che ha ricevuto da Philby in cambio della libertà e della possibilità di lasciare l’occidente.

            Gli episodi procedono attraverso continui flashback che ripercorrono la vicenda umana e professionale di Philby e Elliott: dal loro incontro sotto uno dei numerosi bombardamenti su Londra durante la Battaglia d’Inghilterra (’40-’41), al serrato confronto nell’appartamento di Beirut (regolarmente spiato e “infestato” dalle cimici inglesi) dove Elliott tenta di strappare una confessione scritta a Philby, fino al rocambolesco arrivo a Mosca di quest’ultimo, dove i sovietici, prima di nominarlo eroe della Russia e dedicargli perfino un francobollo, sospetteranno per anni di lui temendo che la defezione nasconda in realtà un triplo gioco a favore dei britannici.

            Graham Greene, il grande scrittore inglese che aveva fatto parte dell’MI6 (l’agenzia di spionaggio per l’estero, da non confondere con l’MI5 che è invece preposto al controspionaggio e alla sicurezza interna) ed era grande amico di Philby, quasi certamente si dimise dai servizi segreti quando iniziò a sospettare dell’amico e per non essere costretto a riferire ai superiori i propri dubbi (in seguito, non solo pubblicò il romanzo di spionaggio Il fattore umano, ispirato alla figura di Philby, ma scrisse anche la prefazione all’autobiografia dell’amico My silent war uscita in URSS nel 1968); e un altro scrittore britannico, Edward Morgan Forster, disse testualmente “Se dovessi scegliere tra tradire la mia patria e tradire un mio amico spero di avere il coraggio necessario per tradire la mia patria”, frase che non a caso appare all’inizio del primo episodio. Il tradimento, dunque, è il vero protagonista della miniserie: tradimento della patria in nome della fedeltà ad un ideale (negli anni ’30, con la guerra civile spagnola e la diffusione dei fascismi in tutta Europa, il comunismo sembrava l’unica arma contro il totalitarismo), tradimento dell’amicizia a causa di un’infedeltà e di una segretezza che, a detta di Macintyre, divennero in Philby patologiche, quasi una seconda pelle di cui ad un certo punto egli non poté più fare a meno. Eppure, rimane il dubbio che Philby credesse davvero nell’amicizia con Elliott, che questa potesse sopravvivere al tormento e alla tragedia del secolo breve, che le ideologie e le ragioni di stato potessero in qualche modo passare in secondo piano a fronte di un rapporto cementato da vent’anni di collaborazione e frequentazione. Struggente, in questo senso, una delle ultime sequenze, quella del mancato incontro tra i due a Berlino Est.

Il documentario di Timeline che racconta la vicenda di Kim Philby

Philby visse anni molto tristi (fu ammesso nel KGB solo nel 1972, nel frattempo era caduto preda della depressione e dell’alcolismo e in ogni caso non riuscì mai a adeguarsi totalmente allo stile di vita sovietico) ma non rinnegò mai la propria fede nel comunismo; Elliott dovette fare i conti non solo con i sospetti che per un po’ gravarono su di lui ma anche con la comprensibile decisione dei suoi superiori, che scelsero la strada dell’ufficiosità per fare piazza pulita degli infiltrati sovietici nel SIS inglese: non si poteva rivelare all’opinione pubblica che personaggi vicinissimi alla Corona lavoravano da anni per la Russia comunista. Pearce e Lewis reggono perfettamente sulle proprie spalle tutta la trama, basata prevalentemente sui dialoghi (non solo tra loro due ma anche tra Elliott e la Thomas) e sui loro intensi primi piani, quasi a volere scrutare il mistero di un’amicizia fondata sulla menzogna; apprezzabile anche la scelta della fotografia di differenziare le due dimensioni spaziali della storia, con Londra perennemente plumbea e piovosa e Mosca ripresa con un viraggio tendente al giallo spento, con luci fioche che conferiscono un alone di tristezza e squallore alla “nuova vita” di Philby. A ricordare che il “passato di un’illusione” (per citare il titolo di un celebre saggio di Furet) è davvero passato.

Una spia tra noi (A spy among friends: Kim Philby and the great betrayal), UK 2022

Stagione 1 (ep.1-6)

Distribuzione: Sky Atlantic

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