Skip to content
lucio celot visioni, letture, immaginario
le Storie che restano le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

  • Home
  • le storie lette
    • libri
    • graphic
  • le storie viste
    • cinema
    • serie Tv
  • le storie del Re
  • Chi sono
le Storie che restano
le Storie che restano

un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

C’era un Philip Marlowe anche a Berlino

Posted on 21 Febbraio 202631 Marzo 2026 By Lucio Celot

P.Kerr, Trilogia berlinese di Bernie Gunther (e non solo quella…)

C’era un Philp Marlowe anche a Berlino e non lo sapevamo: la capitale tedesca fa da sfondo ai casi del detective privato Bernhard Gunther, per gli amici Bernie, negli anni tormentati che vedono la crisi e la caduta della Repubblica di Weimar (1918-1933) ad opera del nazionalsocialismo hitleriano fino alla definitiva affermazione del regime nazista e ai drammatici anni dell’immediato dopoguerra, con la città divisa in zone di occupazione (americana, francese, inglese e russa), in preda alla miseria totale e sommersa dalle macerie morali e materiali del Reich “millenario”.

            La Berlino degli anni di Weimar esercita ancora oggi un indubbio fascino, soprattutto per la sua contraddittoria ambiguità che ne fece da un lato la capitale dell’avanguardia culturale europea con i suoi scrittori, musicisti, attori, artisti, registi (Brecht, Trakl, Mann, Schönberg, Berg, Kandinskij, Grosz, Döblin, Wiene, Murnau), la Bauhaus, gli espressionisti del gruppo Die Brucke, i cabaret e dall’altro lo scenario in cui una socialdemocrazia debole non riuscì a sanare il conflitto ideologico e armato tra sinistra rivoluzionaria e destra militarista, spianando così la strada all’avvento dell’incubo totalitario che tutti conosciamo. Berlino come laboratorio politico e culturale, centro focale di una società edonista e “permissiva” (per citare il titolo del libro di Laqueur), capitale mondiale dell’oscenità, del divertimento, del teatro, seconda capitale della psicanalisi, polo corrotto e attrattivo per i giovani intellettuali di tutta Europa, metropoli libera dai vecchi tabù e aperta alla modernità: in questa città-mondo si muove il protagonista dei romanzi di Philip Kerr (in verità, giunti ormai al quattordicesimo caso) nella trilogia pubblicata in Italia da Fazi nella quale seguiamo Bernie Gunther, ex poliziotto ed ex SS che, aperti gli occhi sugli orrori del regime nazista, chiede di lasciare il corpo d’élite e viene trasferito per punizione sul fronte orientale dove passerà diversi mesi in un campo di prigionia sovietico prima di fare ritorno nella capitale.

Lo scrittore Philip Kerr

            Gunther è il corrispettivo tedesco del Marlowe di Chandler: apparentemente cinico e distaccato, maleducato e irrispettoso quando serve, dotato di un senso dell’ironia che gli costa spesso la reazione violenta dell’interlocutore, non disdegna le attenzioni che le donne gli riservano, sornione quanto basta per potere sferrare a sorpresa le sue armi (quelle dell’intuito e dell’esperienza, prima ancora che quelle armate con pallottole) ma anche intelligente e opportunista per affrontare delicate situazioni in cui si trova di fronte nientemeno che a personaggi come Himmler, Heydrich (il boia di Varsavia), Göring o Goebbels, i capi assoluti del Reich, secondi solo a Hitler. Gunther si trova sempre impegnato in casi che lo portano, suo malgrado, ad avere a che fare con le depravazioni e le conseguenze dell’ideologia malata e distorta dei seguaci, in divisa e non, del Mein Kampf: antisemitismo (Il criminale pallido, secondo della trilogia, culmina nella Notte dei cristalli del novembre 1938), lotte di potere all’interno del NSDAP (Violette di marzo, il primo romanzo, si svolge nel 1936, l’anno delle Olimpiadi a Berlino), serial killer che rapiscono e uccidono ragazze ariane, intrighi spionistici tra Berlino e Vienna nel dopoguerra (l’ultimo romanzo della trilogia, Un requiem tedesco, è chiaramente debitore del Terzo uomo di Graham Greene, una storia di contrabbando e guerra fredda nella capitale austriaca).

Esattamente come il private-eye di Chandler, Gunther si trova ad agire in una realtà che avverte in disfacimento e osserva da una prospettiva appartata, estranea alla società nazificata e ai suoi riti collettivi (il detective ha maturato un consapevole antinazismo); tuttavia deve fingersi cinico e disilluso, mascherare per pudore (e per la propria sicurezza) i veri sentimenti che lo animano, caratterizzati da autentico umanesimo in un mondo disumanizzato. Bernie Gunther, come Sam Spade o Philip Marlowe, tenta di mantenere intatta la propria visione etica del mondo, pur dovendo fare i conti con situazioni labirintiche (la topografia della Berlino pre- e postbellica è fedelissima e contribuisce al senso di spaesamento e smarrimento), nelle quali più che la capacità di controllo razionale sugli eventi conta la capacità di mantenere uno sguardo defilato sulle ombre e sulla corruzione imperanti.

E per completare questo quadro berlinese e weimariano, ricordiamo anche la trilogia di Volker Kutscher, da cui è stata tratta la serie tv Babylon-Berlin, e il graphic novel di Jason Lutes, anch’esso costituito da tre volumi a fumetti. Poi ci sarebbe anche la “trilogia di Berlino” di David Bowie, che con Weimar non c’entra nulla, però vuoi mettere, Bowie è sempre Bowie…

Una tavola dalla trilogia “Berlin” di Jason Lutes

La trilogia di Bernie Gunther di Philip Kerr (tutti i romanzi pubblicati da Fazi Editore):

Violette di marzo (2020)

Il criminale pallido (2020)

Un requiem tedesco (2021)

***

La trilogia di Gereon Rath di Volker Kutscher (tutti i romanzi pubblicati da Feltrinelli):

Ombre su Berlino (2022, pubblicato in precedenza con i titoli Il pesce bagnato e Babylon-Berlin)

La morte non fa rumore (2018)

Goldstein (2019)

Dai romanzi di Kutscher è stata tratta la serie tv Babylon-Berlin (Germania, 2017-2022, stag.1-4, ep.1-40) attualmente disponibile su Sky Atlantic.

***

La trilogia a fumetti di Jason Lutes (tutti i volumi pubblicati da Coconino Press-Fandango nel 2019):

Berlin – La città delle pietre

Berlin – La città di fumo

Berlin – La città della luce

***

La “trilogia berlinese” di David Bowie:

Low (1977)

Heroes (1977)

Lodger (1979)

le storie lette libri BerlinocrimeletteraturaLucio CelotPhilip KerrPhilip Marlowe

Navigazione articoli

Previous post
Next post

Related Posts

graphic

Decostruzione del Supereroe a fumetti: “Watchmen” quarant’anni dopo (pt.2)

Posted on 26 Marzo 202626 Marzo 2026

Negli stessi anni in cui Miller scrive il suo capolavoro indiscusso, anche l’inglese Alan Moore procede ad una lettura destrutturante del supereroe, e lo fa con Watchmen (1986-1987), un graphic novel che nel 2005 sarà inserito dalla rivista “Time” nella lista dei migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 a…

Read More
le storie lette

La verità è un lusso per pochi: una variazione dickiana sul mito della caverna

Posted on 11 Gennaio 202626 Aprile 2026

P.K.Dick, La Penultima Verità (1964) Oltre all’illusione di realtà, di cui Ubik è, per così dire, il manifesto narrativo, anche l’illusione di potere è uno dei temi prediletti da PKD, già affrontato ne L’uomo nell’alto castello, il suo romanzo più famoso, oltre a essere quello che gli ha conferito la…

Read More
home

MAI scrivere senza sentimento: la “nuova sincerità” di William Vollmann

Posted on 27 Febbraio 202627 Febbraio 2026

W.T.Vollmann, Rainbows Stories (1989) Insieme a David Foster Wallace, William Tanner Vollmann è l’autore più rappresentativo di quella generazione: anche lui è scrittore ad ampio spettro, romanziere, saggista, autore di reportage, di racconti, di non-fiction a carattere sociologico e economico, la cui summa di pensiero è rappresentata da un saggio…

Read More

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • “Sul lido putrido di Plutone”: vent’anni dopo, il ritorno di Jack Viaggiante
  • L’incredibile storia di Jack Viaggiante che flippò nei Territori
  • Il corpo e il sangue di Carrie: così iniziò l’esplorazione dell’Incubo Americano
  • Così fa il Re
  • Prima di Hitchcock, c’era Wilkie Collins
  • Nel verso giusto della ragione: Rouletabille, Cartesio e l’enigma della camera chiusa
  • Eravamo quattro amici a Mitsuba
  • Dark Winds, dal Western al “Native Noir”
  • Basta con “Twilight”: Skinner Sweet succhia davvero!
  • Spinoza, o della psicanalisi

Adelphi Agatha Christie Alan Moore Amazon Prime Video anime AppleTv b-movies Charlie Kaufman classici da rivedere Corto Maltese crime dark fantasy DC Comics Disney+ distopie Dracula&Co Graham Greene Hideo Nakata horror Hugo Pratt I mondi incantati di Miyazaki J-horror John Carpenter kwaidan L'incubo di Hill House letteratura Lucio Celot Medioriente Michel Foucault Mike Flanagan Milo Manara Mubi Netflix New Hollywood noir P.K.Dick sci-fi Sherlock Holmes Shirley Jackson Sky Sky Atlantic spy-story Stephen King Stranger Things Studio Ghibli The Haunting Trilogia dell'Apocalisse Vietnam War 50th war movies western

  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025

Siti amici

  • Pausa Caffè Pansini — blog del Liceo Pansini di Napoli
  • Carmilla — letteratura e cultura d'opposizione
  • Ondacinema — webzine cinematografica
  • Wired Italia — scienza, immaginario, cultura
  • Rollingstone Italia — news su musica, cinema, tv
  • Lipperatura — il blog di Loredana Lipperini
  • Giap — il sito ufficiale di WuMing
  • Fumettologica — fumetti e mondi pop
  • Cineteca di Bologna — conservare il patrimonio cinematografico
  • Quinlan — rivista di critica cinematografica
  • Seriangolo — le serie tv da non perdere

Questo blog è un sito amatoriale, non è una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Alcune delle immagini presenti nel blog sono prese dal web.
I copyright appartengono ai rispettivi proprietari.
Se ritieni che qualche contenuto debba essere rimosso, contattami tramite mail a luciocelot62@gmail.com.
Non sono responsabile del contenuto dei siti collegati tramite link, che potrebbe variare nel tempo.

© 2026 Le storie che restano
Il sito rispetta la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Privacy Policy – Cookie Policy

©2026 le Storie che restano | WordPress Theme by SuperbThemes