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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

I nipotini di Mazinga sono tutti nevrotici…

Posted on 31 Marzo 202631 Marzo 2026 By Lucio Celot

Neon Genesis Evangelion (Giappone 1995)

Evangelion ha sconvolto il mondo dell’animazione

perché portava la fragilità come tema sottotraccia

rivoluzionando il filone degli anime

con i robot giganti

(Igort, “Linus” nov.2025)

Come Twin Peaks faceva con la detective story,

Evangelion usa il mecha come chiave

per parlare della scienza come tramite

tra l’uomo e la divinità

(E.Caruso, “Linus” nov.2025)

Serie storica nonché successo planetario che ha rinnovato l’epopea dei “robottoni” Goldrake e Mazinga, Neon Genesis Evangelion rappresenta una tappa importante nella storia dell’animazione giapponese tanto dal punto di vista dei contenuti quanto da quello puramente estetico.

            Sull’immaginario ibrido alla base dell’animazione giapponese, caratterizzata da una mescolanza di elementi della cultura occidentale e di quella orientale, ho già detto qualcosa a proposito di una miniserie relativamente recente, Afro Samurai; in realtà, già dagli anni ’70, con il cosiddetto “filone robotico” (Mazinga Z, Atlas Ufo Robot, Jeeg robot d’acciaio) in cui si vedevano all’opera piloti che guidavano robot giganti antropomorfi da una postazione di comando dentro la testa del robot stesso, ad una avanzatissima e spettacolarizzata tecnologia si accompagnavano non solo l’estetica del Samurai, come si vede bene dall’immagine di Goldrake che segue, ma anche l’etica e il rigore morale dello scintoismo che ispiravano le azioni dei terrestri buoni contro i cattivi del pianeta Vega.

La sigla iniziale della serie tv “Goldrake” (1978)

NGE contribuisce, vent’anni dopo quella stagione per certi versi epica, considerato anche lo strepitoso successo (qui da noi non senza polemiche circa i potenziali pericoli dei “cartoni” violenti sulla psiche dei giovani virgulti di casa nostra) che il genere mecha registrò in tutto il mondo, ad un’immissione di nuovi temi filosofici e antropologici, nonché di nuove tecniche grafiche e narrative, in quella tradizione che conta ormai più di cinquant’anni di vita. Agli elementi che caratterizzavano la “scuola ortodossa” (citiamo, nelle righe che seguono, il libro di Ghilardi Filosofia nei manga), ovvero la presenza della minaccia aliena, la tecnologia avanzata dell’una e dell’altra parte, l’iconologia del Samurai, il difficile rapporto tra eroe e gruppo, il conflitto generazionale, la relazione simbiotica tra pilota e robot, NGE aggiunge una progressiva riduzione della distanza tra corpo umano e tecnologia, tra organico e inorganico e celebra, non senza perplessità e interrogativi inquietanti, la nascita di una “nuova razza umana” in grado di interagire a livello neuronale con le macchine elettroniche; non manca nemmeno l’idea, cara a certa sci-fi di taglio più sociologico, dell’inganno perpetrato a livello planetario da un ristretto gruppo di uomini di potere che tiene nascosta all’umanità la Verità (qualunque essa sia).

            Nel 2015 gli uomini credono che quello che è accaduto nel 2000, e che viene ricordato come il Second Impact, sia stata la caduta di un meteorite sulla Terra che ha causato tali squilibri climatici da provocare la morte di tre miliardi di persone; solo pochi sanno che, invece, la micidiale esplosione è stata la conseguenza di una serie di esperimenti che una società, la Seele, stava compiendo su un misterioso umanoide, Adam, il primo di una serie di esseri chiamati Angeli, la cui venuta sulla Terra sarebbe profetizzata nei rotoli di Qumran. Per combattere la potenza distruttrice di questi esseri che periodicamente attaccano il nostro pianeta, un’altra società, la Nerv, ha progettato gli Eva, robot simili ai loro antenati degli anni ’70 ma dotati di armi nucleari potentissime; inoltre, i loro piloti, che possono essere solo giovani adolescenti, li governano attraverso impulsi neurali che creano una simbiosi perfetta tra uomo e macchina. Non solo, ma se il pilota viene ferito o perde il collegamento sinaptico, i mecha entrano nella cosiddetta “modalità Berserk”, attivano cioè una sorta di capacità di autodifesa istintiva, uno “spirito animale” che ne fa, evidentemente, ben più di un semplice esoscheletro da usare come passiva macchina bellica.

Un Eva (a dx) impegnato contro un Angelo

Dopo i due “totem” dell’anime boom, La corazzata spaziale Yamato di Nishizaki e Mobile Suit Gundam di Tomino, Hideaki Anno, ideatore e regista di NGE, ha dato vita ad un immaginario che risente di quello che possiamo chiamare a ragione il “trauma originario” della cultura giapponese contemporanea, e cioè la distruzione di Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945: Neo Tokyo-3 è una città-fortezza, la sede della Nerv si trova a diversi livelli sotto la città, protetta da un sistema di sicurezza apparentemente inviolabile governato da tre mega computer (i Magi); tutti i personaggi, nessuno escluso, nemmeno i giovani protagonisti Shinji, Rei e Asuka, sono afflitti da nevrosi causate da fantasmi del passato o da rapporti irrisolti con i genitori che li portano ripetutamente a vivere drammatici momenti di autoanalisi in cui si mettono impietosamente a nudo. Come si vede, una serie che del “cartone animato giapponese” non ha quasi più nulla, se non la struttura degli episodi che è fortemente ripetitiva in ognuno di essi (tranne negli ultimi due, che hanno una storia tutta a sé): trama involuta, forte introspezione psicologica, personaggi tormentati e irrisolti e, sul piano della pura narrazione, momenti lunghissimi di stasi che congelano l’azione alternati a sequenze con montaggio velocissimo e cambi frenetici di inquadratura che consentono di ridurre il numero di dettagli da disegnare. Per non parlare di tutti i riferimenti “colti” che Hideaki ha disordinatamente gettato nel calderone, dalla Bibbia, ai Manoscritti del Mar Morto, alle paranoie di Philip Dick fino a Freud e ai disturbi della personalità. E ancora, nemici dovunque, padri inaffidabili e lontani, scienziati privi di scrupoli, adolescenti spaventati dalle responsabilità dell’età adulta e sfiancati dall’incertezza del futuro: allora, vogliamo ancora chiamarla “robetta per adolescenti”?

Neon Genesis Evangelion (Shin seiki Evangerion)

Stagione 1 (ep.1-26)

Distribuzione: Giappone 1995. Disponibile su Netflix

***

Per saperne di più:

M.Ghilardi, La filosofia nei manga, Mimesis 2010;

M.Pellitteri, Mazinga nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation, Tunué 2018;

“Anche i robot giganti sognano pecore elettriche?”, speciale dedicato a NGE su “Linus”, n.11 (nov.2025)

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