Fondazione (USA 2021)
Ci vuole una bella dose di coraggio (o incoscienza?) per tentare un’impresa come quella di Apple TV+, e cioè la trasposizione televisiva di un opus magnum come il Ciclo della Fondazione di Isaac Asimov: a settembre 2021 è partita la prima stagione di dieci episodi e, secondo indiscrezioni confermate, l’intero progetto prevede dieci stagioni per un totale di ottanta episodi. Al momento siamo a quota tre stagioni, quella che leggete ora è la recensione della prima che ho scritto per il blog pausacaffepansini.it nella primavera del 2023.
Coraggio e un pizzico di incoscienza perché, come sanno bene gli appassionati delle opere di Asimov, il Ciclo della Fondazione, l’opera di una vita intera che si compone di sette romanzi scritti tra gli anni ’50 e gli ’80, ha ben poco della classica space opera: niente battaglie spaziali, niente invasioni aliene, niente tecnologie mirabolanti (il nucleo originario del ciclo è stato scritto negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale), niente eroi al testosterone intrepidi e muscolosi…ma solo economia, sociologia, religione, psicologia e equazioni matematiche. Perché la serie di romanzi si basa proprio su un assunto di tipo sociologico: è possibile, su basi statistiche, prevedere le azioni delle masse che popolano un’intera galassia per potere ridurre gli effetti della decadenza e caduta di un Impero Galattico che conta ben 25 milioni di mondi? Hari Seldon, il fondatore della psicostoria, è convinto di sì: e da qui prende le mosse una saga che ha appassionato per un trentennio milioni di lettori in tutto il mondo.
Nel dodicesimo millennio dell’Era Galattica, l’Impero, la cui capitale è Trantor, un pianeta-mondo interamente “terraformato” con 40 miliardi di abitanti, è in piena decadenza e prossimo alla crisi definitiva. Hari Seldon, un matematico, dapprima dubbioso, poi sempre più convinto della bontà della propria scoperta, ritiene che attraverso la psicostoria si possano prevedere con buon margine di approssimazione i movimenti delle masse per potere intervenire a ridurre il tempo di interregno (da trentamila ad “appena” mille anni) tra la caduta, ormai inevitabile, dell’Impero millenario e la rinascita di un organismo statale che torni a governare la galassia all’insegna di equità e giustizia. Attorno a Seldon si scatenano così lotte di potere per accaparrarsi una disciplina che, se opportunamente manipolata con profezie autoavverantisi, potrebbe assicurare il governo della Galassia a questa o quella fazione. Per proteggere se stesso e i propri collaboratori da queste lotte e sviluppare in gran segreto la psicostoria, Seldon trova il modo di trasferirsi sul pianeta Terminus dove dà vita alla Fondazione, nella quale gli studiosi si dedicano alla compilazione un’Enciclopedia Galattica per preservare il sapere dell’umanità anche nelle epoche buie che verranno.
La saga (ispirata alla lettura che Asimov fece del classico di E.Gibbon Declino e caduta dell’impero romano) si estende cronologicamente per un millennio abbondante, e si capisce bene quanto sarà difficile per la produzione fidelizzare il pubblico ad una serie che non ha nell’azione il proprio fulcro. La scelta di Apple TV+, almeno per quanto visto nella prima stagione, è stata quella di cambiare molte cose, dal multiculturalismo al genere dei personaggi (Salvor Hardin e Eto Demerzel sono due donne), dalla tecnologia rappresentata (decisamente più avanzata rispetto a quanto immaginava all’epoca il pur visionario Asimov) all’idea (questa sì, originale) di clonare il primo Imperatore, Cleon, in una serie di successori che, quindi, non mutano alcunché nella politica imperiale nel corso di un intero millennio; inoltre, ed è questo il tratto più marcato dei primi dieci episodi, è forte la presenza dell’elemento religioso come fattore determinante nelle logiche e nelle scelte di potere. Non mancano, ovviamente, momenti di pura spettacolarità all’insegna della space opera: il crollo dell’ascensore spaziale su Trantor (ingombrante e fondamentale spartiacque della storia USA, l’11 settembre si ripresenta anche in Foundation), i salti nell’iperspazio, il ritrovamento dell’Invictus, nave spaziale imperiale con un potenziale distruttivo enorme. Difficile dare conto dello svolgimento di una trama ricca di personaggi e che, tra l’altro, copre un arco temporale di un paio di secoli grazie all’escamotage, tipico della sf, della tecnologia criogenica, che consente di viaggiare in lungo e in largo per lo spazio siderale addormentati e ibernati per decenni: basti dire che gli scenari si alternano tra la sede imperiale a Trantor, dove i cloni dell’imperatore sono palesemente in preda a paranoia da complotto, a Terminus, il pianeta all’altro estremo della galassia dove la Fondazione lavora, ai viaggi nello spazio-tempo di Gaal Dornick, brillante allieva di Seldon (e che non invecchia dopo un secolo e mezzo di viaggio in una capsula!)
Grande sforzo produttivo di Apple TV+ (scenografie e fotografia di tutto rispetto, come si addice alle megaproduzioni delle piattaforme streaming), Foundation richiede, al termine della stagione 01, una saggia sospensione del giudizio: non si può dire che sia decollata del tutto (ci sono momenti di stasi eccessiva in un racconto che già di per sé procede con lentezza) ma lascia lo spettatore (soprattutto l’affezionato lettore asimoviano) con la curiosità di verificare se almeno lo “spirito”, se non la lettera, del grande affresco galattico sarà rispettato nelle stagioni successive. A risentirci…
Fondazione (Foundation), USA 2021
Stagione 1 (ep.1-10)
Distribuzione: Apple TV+

