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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

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un blog di lucio celot: perché tutte le storie passano, ma qualcuna resta…

L’Uomo è la sua ψυχή

Posted on 26 Gennaio 202626 Gennaio 2026 By Lucio Celot

W.Sloane, Attraverso la Notte (1937)

La Sirenetta è la più triste e la più bella delle fiabe di Andersen

(Thomas Lister)

I confini dell’anima non li potrai trovare,

tanto profondo è il suo logos

(Eraclito)

Scrittore poco conosciuto qui da noi (nemmeno uno straccio di pagina in italiano su Wikipedia!), William Sloane, americano del Massachusetts morto nel 1974, era uno che non dava troppa importanza ai confini tra i generi letterari; anzi, non li prendeva proprio in considerazione. È proprio questa la “felicissima” (aggettivo usato da Sua-Maestà-il-Re in persona nell’introduzione all’edizione italiana di To Walk the Night) caratteristica dei suoi romanzi, e in particolare di questo Attraverso la Notte con cui Adelphi ha avviato la traduzione e la pubblicazione delle opere di Sloane (è già in libreria La Porta dell’Alba). Siamo di fronte ad una storia di pura evasione, non c’è dubbio, che riesce a essere intrigante e a catturare l’attenzione del lettore grazie alla mescolanza di crime (c’è un misteriosissimo e altrettanto classico delitto “della camera chiusa” che dà avvio alla trama), sci-fi (tutto ruota attorno ad uno studio che critica le teorie di Einstein e che potrebbe rivoluzionare la conoscenza dell’universo) e una buona dose di perturbante (horror sarebbe troppo) che circonda come un alone attrattivo-repulsivo la figura di Selena, la donna che sembra non avere un passato.

Tutto inizia quando il narratore, Berkeley Jones, e l’amico Jerry decidono di andare a trovare un vecchio compagno di studi, LeNormand, autore di uno studio che si intitola nientemeno che Critica ai fondamenti del continuum spazio-temporale di Einstein (lavoro che gli è costato l’ostracismo e il disprezzo da parte della comunità scientifica in cui lavora) e che vive in costante ritiro all’interno dell’osservatorio astronomico del college dove i tre avevano studiato. Quando entrano nell’edificio, però, Berkeley e Jerry si trovano di fronte ad una scena tremenda: il loro vecchio compagno di studi sta letteralmente bruciando, consumato da uno stranissimo fuoco che lo riduce in cenere ma che risparmia tutto il resto senza lasciare segni di bruciature. Qui inizia il crime, con tanto di interrogatori e scetticismo da parte degli inquirenti davanti all’incredibile racconto dei due; ma le sorprese non finiscono qui perché scopriamo che LeNormand aveva anche una moglie, lui che si dedicava soltanto agli studi e che mai aveva dimostrato il minimo interesse verso l’altro sesso; non solo, ma Selena è una donna bellissima (“la più bella del mondo”, dice io narratore quando la incontra), anche se sciatta nel modo di vestirsi e goffa nel muoversi, che emana un’aura di algido distacco che subito inquieta e insospettisce Berkeley. In poche settimane Selena e Jerry si innamorano e convolano a nozze, per poi ritirarsi in una sperduta landa desertica dove Jerry vuole continuare gli studi di LeNormand e dove si consumerà il tragico finale della vicenda.

Lo scrittore William Sloane (1906-1974)

Chi è davvero Selena? Perché non parla del proprio passato? Perché non riesce ad avere una conversazione sciolta e informale con il marito e i suoi amici? Davvero riesce a leggere nelle menti degli uomini? Che legame c’è tra l’improvvisa comparsa di Selena nella vita di LeNormand e la contemporanea sparizione (o rapimento?) di una giovane demente figlia di una coppia che vive nei dintorni? Cosa tormenta Jerry tanto da chiedere a Berkeley di raggiungerlo immediatamente nel suo ritiro nel deserto? Domande a cui risponderà l’ultimo capitolo, sia pure lasciando il lettore con il beneficio del dubbio, trattandosi di una spiegazione dei fatti decisamente lontana dalle rassicuranti categorie scientifiche che ci consentono di abitare questo mondo con un minimo di certezze.

            Pare che Sloane avesse conosciuto durante una cena di lavoro (era anche un editore di un certo successo) Carl Gustav Jung, il quale gli disse di avere letto Attraverso la Notte e di avere ritrovato nella drammatica storia di Jerry e Selena l’esatto corrispettivo del suo concetto di anima, uno degli archetipi che sono alla base della teoria junghiana dell’inconscio collettivo, “la componente femminile del maschio” (così come l’animus è la componente maschile della donna) che col passare del tempo permette l’immedesimazione e, dunque, la conoscenza dell’altro sesso. In effetti, Jerry matura un’autentica ossessione per Selena, di cui è innamorato ma che, di fatto, non riesce a conoscere nel profondo. E, se è concesso azzardare un’ipotesi interpretativa, questa lettura junghiana sembrerebbe legittima proprio a partire dalla voce narrante di Berkeley, la cui reazione irritata e scomposta al matrimonio tra Jerry e Selena evidenzia un’omosessualità latente, per non parlare del rapporto con la madre Grace che rivela un complesso edipico irrisolto.

            Insomma, crimini e misteri ma anche qualcosa in più: ovvero, che te ne fai di un bel corpo e di una mente brillante se sei del tutto privo di anima?

William Sloane, Attraverso la notte, Adelphi 2024 (con introduzione di Stephen King)

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